rotate-mobile
Giovedì, 23 Maggio 2024
Quell'infinito patrimonio di reperti / Valle dei Templi

A "caccia" di nuovi tesori nella Valle dei Templi: stanziati 350mila euro per scavi nell'area Nord

La campagna di ricerche, ancora una volta, metterà in campo la strategia dell’archeologia pubblica, attraverso il coinvolgimento attivo dei visitatori del Parco

A "caccia" di nuovi tesori nella Valle dei Templi di Agrigento. Il parco archeologico, diretto da Roberto Sciarratta, ha stanziato 350.000 euro per avviare una nuova campagna di scavi nell’area residenziale a Nord della collina dei Templi. Un'area che storicamente ha prodotto risultati importantissimi sul fronte delle scoperte attinenti la città di età classica, aprendo nuove, interessanti prospettive di studio e ricerca in ambito internazionale.

Chiusa la campagna di scavi del teatro, il direttore Sciarratta: "Emersi nuovi edifici di culto"

La Valle dei Templi si conferma uno scrigno di meraviglie: scoperte fornaci per ceramica

Ancora una volta, l'obiettivo è rendere lo scavo un’occasione utile per mettere in campo le strategie dell’archeologia pubblica, attraverso il coinvolgimento attivo del vasto pubblico dei visitatori del Parco. Visitatori come ormai risaputo, in costante aumento. Dal Parco si sottolinea come sia stato già predisposto il progetto dei lavori per l’importo complessivo di 350.000 euro. Da ricordare come non sia ancora tramontato il sogno di fare venire alla luce il teatro di Akragas, le cui vestigia si ritiene sorgano nei pressi della chiesa di San Nicola. 

Lo scorso anno l'ultimo grande rinvenimento: un ricchissimo deposito votivo composto da almeno una sessantina di statuette, protomi e busti femminili in terracotta, lucerne e piccoli vasi, frammenti di bronzo, mescolati a un gran numero di ossa. Tutto emerso durante gli scavi nella Casa VII b, che costituisce parte del complesso abitativo a nord del tempio di Giunone. I ritrovamenti permettono di comprendere le dinamiche della distruzione di Akragas del 406 a.C. ad opera dei Cartaginesi, quando gli abitanti dovettero fuggire in esodo verso Gela lasciando, come scrive Diodoro Siculo, “tutto quello che aveva costituito la loro felicità”, quindi i beni, l’ordinario, gli dei dinanzi a cui pregare. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

A "caccia" di nuovi tesori nella Valle dei Templi: stanziati 350mila euro per scavi nell'area Nord

AgrigentoNotizie è in caricamento