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Lunedì, 20 Maggio 2024
Teatro Pirandello

Quanto un amore abusato, sfruttato e miseramente tradito può far male: Lunetta Savino incanta il "Pirandello"

Standing ovation per la strepitosa attrice che ha fatto sorridere e riflettere, turbando gli animi degli agrigentini

Anna non è pazza. Ma è l'incarnazione, piena e concreta, di quanto possa fare male, malissimo, portando anche a una sorta di delirio, l'amore. Quello materno in questo caso. Un amore abusato, sfruttato, miseramente tradito e alla fine abbandonato. A vestire i panni di Anna, sabato sera e domenica pomeriggio, sul palco del teatro Luigi Pirandello, è stata una strepitosa Lunetta Savino che ha fatto sorridere e riflettere. Una Lunetta Savino che ha ripetuto e ripetuto, diventando ossessiva fino al limite del delirio, che ha però conquistato e incantato tutti. E per lei, a chiusura dell'atto unico, è stata standing ovation.  

In una scenografia minimalista, fatta di porte e bianco assoluto, con un tavolino e delle sedie spostate in continuazione, Anna - "La madre" - è una donna prigioniera di sé stessa, senza più interessi, desideri, senza neanche più la sua individualità. Si è data al marito, che la tradisce, e ai figli. Ma Sara e Nicola, ormai cresciuti, sono andati via. E Anna non è riuscita ad accettarlo, iniziando ad abusare di antidepressivi e alcol.  

Per amore, quello vero, si accetta tutto, facendo anche finta di non vedere e non capire, trovando sempre una giustificazione. Per amore, quello vero, si soffre e ci si ammala. Anna che vive in una sorta di realtà multipla ne è la dimostrazione e Lunetta Savino è stata eccellente nel creare piani narrativi diversi, illusori e autentici, mettendo in scena - nell'opera di Florian Zeller - anche la disperazione.

Lunetta Savino al teatro Pirandello

Accanto a Lunetta Savino, Andrea Renzi, Nicclò Ferrero, Chiarastella Sorrentino, anche loro brillanti. Ma il cuore degli agrigentini è stato colpito, intenerito, in alcuni momenti straziato, da Lunetta Savino. 

Al'uscita dal "Pirandello", gli agrigentini hanno avuto parole di grande ammirazione anche per il regista Marcello Cotugno che è riuscito a portare in scena un autentico capolavoro.

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