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Giovedì, 23 Maggio 2024
L'operazione dei carabinieri

"Avvicinavano dirigenti e funzionari dei Comuni per corromperli con denaro, cene e regali": 8 arresti, ecco i nomi

Per tre degli 11 indagati è stata disposta invece la sospensione dal pubblico ufficio o servizio. È in questo contesto che è finito in carcere il capo di Gabinetto di palazzo dei Giganti, Gaetano Di Giovanni

Sono 8 gli arrestati: 3 in carcere e 5 ai domiciliari. Per tre degli 11 indagati è stata disposta invece la sospensione dal pubblico ufficio o servizio. A vario titolo, le accuse sono: associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e peculato. 

I carabinieri della compagnia di Partinico, all'alba, hanno notificato le misure cautelari siglate dal gip del tribunale di Palermo su richiesta della Procura del capoluogo siciliano. Ed è proprio in questo contesto che è stato arrestato il capo di Gabinetto di palazzo dei Giganti, Gaetano Di Giovanni. 

I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare con cui il gip ha disposto il carcere per tre indagati, tra i quali c'è il comandante della polizia municipale e capo di gabinetto del Comune di Agrigento. In carcere vanno anche Giuseppe Gaglio (61 anni, di Partinico) e Massimiliano Terzo (43, di Palermo); ai domiciliari Giuseppe Chiaramonte (45, di Palermo), Francesco Chiavello (62, di Partinico), Salvatore Lo Biundo (54, di Partinico, ex sindaco), Maria Pia Falco (67, di Marsala) e Aldo Raimondi (65, di San Cataldo).

"Corruzione in concorso": arrestato il capo di Gabinetto del Comune di Agrigento

L’indagine - secondo quanto viene reso noto dal comando provinciale dell'Arma dei carabinieri di Palermo - "ha delineato l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata a commettere delitti contro la pubblica amministrazione, composta da quattro persone poste al vertice di una cooperativa di servizi socio-sanitari con sede a Partinico. Tramite la cooperativa, i quattro soci, avrebbero avvicinato pubblici ufficiali, sette tra dirigenti o funzionari dei comuni siciliani di Partinico, Balestrate, Marsala, San Cataldo, Agrigento, della Città Metropolitana di Palermo, oltre ad un ex sindaco di Partinico (al momento dei fatti privo di ruoli nella pubblica amministrazione), che avrebbero corrotto attraverso dazioni di denaro, regalie e cene offerte in noti ristoranti. Inoltre, numerose sarebbero state le assunzioni alle dipendenze della cooperativa di persone indicate dai pubblici ufficiali - prosegue la ricostruzione ufficiale dei militari dell'Arma - . L’obiettivo sarebbe stato di velocizzare i pagamenti e le liquidazioni da parte degli enti locali nei confronti della cooperativa o aggiudicarsi costosi appalti per servizi pubblici relativi ad attività socio-assistenziali, quali l’assistenza domiciliare di disabili e anziani, il trasporto di disabili presso istituti scolastici o sanitari, servizi in ambito educativo di minori come asili nido e centri ricreativi estivi. Sarebbe stata inoltre rilevata l’emissione di una fattura per la retribuzione di servizi mai prestati di circa 30.000 euro da parte della cooperativa, poi spesata dall’ente pubblico. Tra le varie acquisizioni, gli investigatori avrebbero individuato in un noto e caratteristico borgo nei pressi di Partinico, il luogo abituale d’incontro tra i vertici della cooperativa e alcuni dei pubblici ufficiali compiacenti, dove sarebbero stati rinsaldati i reciproci illeciti legami".

Il blitz dei carabinieri a palazzo dei Giganti e il sequestro di documenti del distretto socio-sanitario, notificati più avvisi di garanzia

Il giudice per le indagini preliminari ha contemporaneamente disposto il sequestro preventivo di una somma di oltre 50.000 euro, di alcuni gioielli e della stessa cooperativa, la quale ha un fatturato annuo di circa 13.000.000 di euro e oltre 1250 dipendenti.

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