Cronaca

"Dammi i soldi oppure pubblico i nostri video osé", arrestato 36enne

A chiedere aiuto ai carabinieri è stata la settantenne che era stata ripresa, a sua insaputa, durante i passati incontri con l'uomo. All'appuntamento per consegnare il denaro, la donna si è presentata assieme ai militari

(foto archivio)

Prima avrebbe chiesto un contratto di lavoro, poi dei soldi. E soltanto a denaro ottenuto, si diceva disponibile – durante la conversazione telefonica – a cancellare i video intimi realizzati durante gli incontri avuti con la donna. Immagini che in caso contrario – questa l’esplicita minaccia – sarebbero state invece pubblicate. Il tunisino trentaseienne è stato arrestato, dai carabinieri della stazione di Raffadali, per tentata estorsione. Perché all’appuntamento con l’immigrato non s’è presentata soltanto la vittima della pretesa estorsiva: una settantenne di Raffadali. Ma assieme alla donna c’erano, appunto, anche i militari dell’Arma. E non appena la settantenne s’è accinta per consegnare i soldi richiesti, i carabinieri hanno fatto scattare le manette. Il tunisino è stato, dopo le formalità di rito svoltesi in caserma, trasferito alla casa circondariale in attesa dell’udienza di convalida.

Pare che fra i due – il tunisino e la raffadalese -, in passato vi fosse stata una relazione sentimentale. Durante i ripetuti incontri intimi, l’uomo – all’insaputa della donna – ha realizzato dei video con immagini decisamente compromettenti. Poi, ad un certo punto, le pretese. Il tunisino avrebbe chiesto, per cancellare quei video, – stando all’accusa – un contratto di lavoro. Un’istanza che s’è però ben presto trasformata: voleva 100 euro. Soltanto a denaro consegnato, l’uomo si diceva disponibile ad eliminare i video realizzati con una applicazione di messaggistica. In caso contrario, se la donna non avesse cioè acconsentito a sborsare quelle 100 euro, i video sarebbero stati – la minaccia fatta dall’uomo era più che chiara – pubblicati. Non ha specificato però su quale social. La raffadalese, verosimilmente consapevole del fatto che pagando la prima volta sarebbe precipitata in un vortice di richieste, ha scelto di andare a bussare alla porta della caserma dei carabinieri di Raffadali. E i militari dell’Arma, ancora una volta, hanno dato concretezza al loro slogan: “Possiamo aiutarvi”. E lo hanno fatto facendo in modo che la donna-vittima della pretesa estorsiva organizzasse un incontro con il tunisino per consegnare il denaro richiesto. Ma a quel “faccia a faccia” la donna non è andata da sola. A distanza, guardandosi bene dall’essere visti, c’erano anche loro: i carabinieri della stazione di Raffadali. Militari dell’Arma che qualche istante prima che la donna consegnasse quelle 100 euro, sono riusciti a bloccare l’immigrato. Il tunisino, a dire il vero, ha anche tentato di scappare. Ma inutilmente. Tutto era stato pianificato alla perfezione e quindi non c’è stata alcuna possibilità di dissolversi per l’uomo che è adesso indagato per tentata estorsione.

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