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L’incontro / Lampedusa e Linosa

Lampedusa, Piantedosi e la commissaria europea Johansson visitano l’hotspot: “Non sarà un centro di permanenza”

Il sindaco Mannino al ministro: “Il Comune continua a pagare e ad anticipare cifre spropositate per la raccolta dei rifiuti nel centro di prima accoglienza, attingendo ai capitoli comunali previsti per altri servizi. Trovata nave umanitaria per i trasferimenti immediati"

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e la commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson hanno fatto una velocissima visita all’hotspot di contrada Imbriacola a Lampedusa. Ad accompagnarli lungo i viali e i padiglioni che ospitano i migranti sbarcati sull’isola sono stati gli operatori della Croce Rossa italiana e gli agenti di polizia. Con loro anche il capo del dipartimento per le Libertà civili e l'immigrazione, nonché commissario per l'emergenza migranti, il prefetto Valerio Valenti, e il capo della polizia Vittorio Pisani. Ad accogliere la delegazione sono stati il prefetto di Agrigento Filippo Romano, il questore Emanuele Ricifari, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Rocco Lopane e il comandante provinciale dei carabinieri Vittorio Stingo.

Al momento l’hotspot non risulta particolarmente sovraffollato: dopo gli ultimi 3 sbarchi ci sono oltre 600 ospiti a fronte di 400 posti disponibili. Ma lo scorso 23 giugno si era arrivati alla cifra record di 3.300 persone presenti nella struttura.

Emergenza sbarchi a Lampedusa, il ministro Piantedosi e la commissaria Johansson visitano l'hotspot: le immagini

“Non ci sarà un centro di permanenza migranti a Lampedusa, l’hotspot continuerà ad esistere con la stessa vocazione attuale, ovvero quella di base di transito”: queste le parole di Piantedosi in conferenza stampa. Dichiarazioni attese soprattutto dagli abitanbti dell’isola dopo che il 7 giugno il prefetto Valerio Valenti, commissario per l'emergenza migranti, facendo il punto sulla situazione dell’hotspot affidato alla Croce Rossa italiana, non aveva escluso la possibilità di creare un centro di trattenimento migranti proprio a Lampedusa.

“L'azione del dipartimento - aveva detto Valenti - adesso si propone di raggiungere altri obiettivi. Il primo, condiviso a livello europeo, è realizzare un più rapido rimpatrio dei soggetti che non hanno titolo a rimanere sul territorio, quindi la realizzazione di centri di trattenimento. E non escludo che uno, il primo, si possa fare anche qui, sull’isola”.

"Abbiamo fatto un primo incontro di orientamento - ha aggiunto Piantedosi - con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per adeguare la localizzazione dei centri di rimpatrio che immaginiamo. E lo vogliamo realizzare sul territorio, su quella che è l'organizzazione giudiziaria, perché sono dei luoghi dove vanno garantiti i diritti delle persone trattenute, tra cui quello di accedere al sistema giurisdizionale. Ci sarà, ma va valutata, la possibilità di scegliere i luoghi in connessione con la presenza di uffici giudiziari già strutturati o fare ricorso alle videoconferenze, sicuramente non defletteremo sulla garanzia dei diritti delle persone. Lampedusa è luogo di primo approdo e il rapporto di Lampedusa con l'Italia è quello che l'Italia ha con l'Europa. Questo è un posto dove le persone arrivano e la funzione di hotspot è ineliminabile. Immagino che avrà sempre la funzione di primo approdo da alleggerire in tempi più brevi".

E sulla Francia che respinge i migranti che riescono ad attraversare la frontiera il capo del Viminale è stato chiaro: “I problemi di ordine pubblico e sicurezza prescindono dal rapporto con la Francia con la quale abbiamo un rapporto  proficuo e strutturato di gestione della frontiera interna dell'Europa, così come con la Slovenia, la Svizzera e l'Austria. Esistono delle procedure e delle regole che disciplinano la gestione delle frontiere, con una vigilanza proficua. I migranti passano, talvolta, lo stesso. Non è sicuramente il fenomeno dell'immigrazione incontrollata che ha dei riflessi di ordine e sicurezza pubblica. Riteniamo che il primo obiettivo da raggiungere, con il tempo, sarà quello di fare in modo che questi traffici irregolari si riducano fortemente o si annullino quanto prima. L'immigrazione incontrollata, ossia non assoggettata ai riconoscimenti, per chi ne ha titolo, dei diritti di asilo, non deve essere il paravento sotto il quale si possono nascondere altri fenomeni. Finché non abbiamo messo sotto controllo anche questo sarà sicuramente un problema di ordine e sicurezza della città”.

Relitti di barche usate dai migranti: pescatori chiedono incontro a Piantedosi

“Il Comune continua a pagare e ad anticipare cifre spropositate per la raccolta dei rifiuti all’hotspot, attingendo ai capitoli comunali previsti per altri servizi", ha detto il sindaco Filippo Mannino rivolgendosi al ministro. “Svuotati i capitoli - ha aggiunto il primo cittadino - non possiamo garantire i servizi alla popolazione e al territorio. Le fatture negli ultimi mesi sono praticamente raddoppiate, a causa dell'elevatissimo numero di arrivi migranti. Fino alla scorsa settimana abbiamo impegnato 39.600 euro per il solo carico di rifiuti speciali, materiale tessile, prodotti dall'hotspot in una settimana. Ci erano state date rassicurazioni in merito all'acquisto imminente di cassoni a tenuta stagna dove allocare temporaneamente i rifiuti per poi essere portati via. Ad oggi la procedura sembra bloccata e vale la stessa cosa per un finanziamento che sarebbe dovuto arrivare entro maggio per fra fronte a queste spese. Chiederò pertanto di trovare una formula idonea per anticipare le risorse necessarie al pagamento di questi servizi che poi andremo a rendicontare”. 

All’hotspot, qualche giorno addietro, è partita, dopo che dal primo giugno della gestione della struttura si sta occupando la Croce Rossa italiana, la raccolta differenziata.

Lampedusa, la visita all'hotspot del ministro Piantedosi e della commissaria europea Johansson

“Voglio ringraziare Ylva Johansson - ha proseguito il ministro Piandetosi durante la conferenza stampa - perché è la prima volta che succede che un commissario europeo viene qui a Lampedusa. Lo vediamo come una testimonianza di vicinanza dell’Europa che mostra interesse per i problemi dell’Italia e di Lampedusa, paesi di primo arrivo dei migranti. E’ una presenza concreta quella di Ylva Johansson che è stata preceduta e verrà seguita anche da atti concreti che la commissione europea sta ponendo in essere per supportare l’Italia in questo delicato ruolo di Paese di primo ingresso.

Abbiamo avuto, meno di un mese fa, un incontro importante a Lussemburgo dove il ruolo della commissione è stato determinante per raggiungere un negoziato accettabile, anche per la posizione dell’Italia, su quelli che sono i temi della gestione, in chiave europea, della frontiera esterna. E' una sfida molto importante, una sfida in cui l’Italia vede concretamente al suo fianco, in maniera impegnata e diretta, l'Europa. Una sfida che ci impegnerà nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Non esistono soluzioni miracolose, esauribili in pochi giorni, con effetto immediato, ma stiamo costruendo qualcosa che possa consentire in un futuro prossimo, la gestione di un fenomeno che mette insieme aspetti umanitari, ma anche di sicurezza e contrasto dell'ignobile traffico di essere umani che purtroppo è molto attivo e proficuo.

Ci tenevamo a dare un segnale tangibile dello sforzo che fa l'Italia - ha concluso il capo del Viminale - e ringrazio anche il sindaco di Lampedusa per l'impegno, la collaborazione e la sofferenza nella gestione di questo luogo di arrivo. Al di là di ogni regolamentazione del fenomeno, noi rimaniamo convinti che uno dei principali obiettivi deve essere combattere quelli che sono i traffici internazionali di esseri umani”.

“L’Italia è sempre sotto una fortissima pressione migratoria e quest'anno è cresciuta moltissimo: sono arrivati fino ad ora più di 65 mila migranti e molti di questi qui a Lampedusa. L'Italia sta cercando di far fronte all’emergenza in tutti i modi e ha anche varato una nuova legislazione”: queste le parole di Ylva Johansson. “Ho visto quello che ha fatto la Croce Rossa - ha aggiunto - migliorando le condizioni di questo hotspot in pochissimo tempo”. L’Unione Europea già sta facendo qualcosa e vuole fare di più dal punto di vista finanziario, al più presto possibile. Certamente non è sufficiente, se non supportato da una legislazione europea. E qualche settimana fa c’è stata veramente una svolta: a Lussemburgo abbiamo potuto varare un primo apporto di una legislazione. Abbiamo raggiunto un supporto stabile, con qualche piccola eccezione. Nessuno stato membro deve essere lasciato solo ad affrontare questo fenomeno. Uniti, noi siamo molto, molto, più forti, nessuno Stato membro deve essere lasciato da solo. E il nostro mandato, raggiunto poche settimane fa, è un importante passo in avanti. Si tratta di una legislazione solida che ci dà una base importante per andare avanti su questo fronte.

C'è bisogno di lavorare insieme ai Paesi di origine e di transito. E questo è un messaggio che, in realtà, il ministro Piantedosi ci ha dato fin dal primo giorno in cui ha assunto la sua carica. Bisogna lavorare per una politica dell'Unione Europea, facendolo con Paesi di origine e di transito perché l'immigrazione ci sarà sempre, ma bisogna arrivare al punto di gestirla insieme a quei Paesi che sono l'origine di questi flussi migratori. Insieme a loro dobbiamo combattere i trafficanti di essere umani. Dobbiamo investire di più per migliorare le condizioni in questi Paesi.  Per l'Italia, e per Lampedusa in particolare, sono molto importanti le relazioni con la Tunisia ed è stata di grande importanza la visita che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al presidente Von Der Leyen e il primo ministro olandese, hanno fatto in Tunisia ed hanno lavorato per raggiungere un memorandum d'intesa che renda possibile la collaborazione e il traguardo a cui ambiamo.

Sono particolarmente colpita - ha aggiunto la commissaria europea - dal lavoro di tutti coloro che sono qui, lavoro che viene fatto quotidianamente sotto pressione, ma assicurato per dare condizioni migliori alle persone che arrivano qui. Voglio ringraziare, in particolare, la Guardia costiera e la polizia”. Ylva Johansson ha apprezzato il lavoro, definito “miracoloso”, di identificazione dei migranti fatto dagli agenti della Questura di Agrigento. “Qui - ha detto - lavorano quotidianamente, accanto agli italiani, anche le agenzie europee Frontex, Euroform e tutti gli altri soggetti che si occupano di questo hotspot”.

In merito alla relocation e al fatto che è saltato l'ultimo Consiglio europeo dopo il 'no' di Polonia ed Ungheria la commissaria incalza: “Siamo molto soddisfatti dei risultati della riunione del Consiglio giustizia ed affari interni: abbiamo raggiunto una maggioranza solida e questo è importante. E' stato un grande successo il fatto che ci siano soltanto due Paesi (Polonia ed Ungheria, ndr) che si sono espressi contro quello che veniva proposto, ossia la redistribuzione dei migranti. E questo è normale perché non esiste mai che di fronte ad una proposta si raggiunga la maggioranza totale degli stati membri. Ogni settimana succede che quando si vota ci siano dei 'no'. Ma l'importante è che la maggioranza sia solida, ed è la maggioranza che ha approvato questa legislazione che dovrà essere seguita da tutti. La proposta prevede che ci siano ricollocamenti, ma che non siano obbligatori. Ciò che è obbligatorio è la solidarietà e bisogna essere lì quando un Paese è sotto stress, come è successo con la Polonia”. 

Ed ancora un riferimento alla Tunisia: "E' un partner - ha detto la Johansson - molto vicino perché insieme a noi affronta le sfide. Siamo molto grati per la collaborazione che ci offre. Mi sono recata in Tunisia, il 27 aprile scorso al termine del Ramadhan, e ho visto come hanno reagito ad una proposta d'accordo. Stiamo lavorando al miglioramento delle capacità della Tunisia, lavorare con paesi terzi. L'Oim mi ha fatto sapere che c'è una crescente richiesta di rientri nei paesi d'origine. Dobbiamo migliorare la capacità di prevenzione e respingimento dei migranti che provengono da altri Paesi in Tunisia e dobbiamo lottare contro i trafficanti di esseri umani. Abbiamo convenuto con la Tunisia che dobbiamo migliorare, sempre di più, la nostra collaborazione. Questo accordo sarà onnicomprensivo che si rivolgerà soprattutto alla lotta contro i trafficanti, nel miglioramento delle capacità della Tunisia, ma anche per consentire un rientro dignitoso dei cittadini dei Paesi terzi nei luoghi d'origine. Stiamo lavorando affinché il memorandum d'intesa abbracci non soltanto questi temi. La solidarietà è resa obbligatoria dalla legislazione che abbiamo varato. E quindi fornisce alla commissione uno strumento nuovo. Se qualche Paese non si adopera nei ricollocamenti deve pagare non soltanto ai Paesi che sono sotto pressione, ma anche ai Paesi terzi. Abbiamo imparato che tutto quello che è su base volontaria è difficile da raggiungere, ma si tratta di processi lenti e sicuri".

E poi, rivolgendosi ai lampedusani: “Questa dell’immigrazione non è solo una sfida italiana, ma europea. Non siete soli”. 

“La visita del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi all'hotspot di Lampedusa, insieme alla commissaria europea agli affari interni Ylva Johansson, testimonia l'effettiva attenzione che il governo sta dedicando al fenomeno migratorio. Piantedosi, rimarcando la necessità di una trattazione del fenomeno con una logica di sistema, ha chiaramente inquadrato il problema soprattutto alla sua radice, quella del racket criminale della tratta di esseri umani, che chiama gli organismi sovranazionali a uno sforzo nel segno della legalità, con l'obbligo di perseguire i responsabili”: lo ha detto Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp.

”La presenza a Lampedusa - ha aggiunto - dimostra dunque non solo una marcata volontà di risolvere una volta per tutte il fenomeno dell'immigrazione clandestina, ma anche una forte vicinanza a tutti gli operatori delle forze dell'ordine che ogni giorno sono impegnati nella primissima accoglienza e che, svolgendo quotidianamente il loro compito in condizioni spesso molto difficili, sono l'esempio dell'Italia migliore”. 

Polemico il capogruppo del Pd al consiglio comunale di Lampedusa Totò Martello: “Una passarella a favore di telecamere - ha tetto - ed una visita di poco più di un'ora durante la quale non hanno neppure incontrato i pescatori che avevano sollevato il problema delle imbarcazioni dei migranti abbandonate in mare. Ed il sindaco Filippo Mannino, invece di farsi portavoce delle proposte e delle richieste dei lampedusani, si è limitano a fare il maggiordomo del ministro. Tanto valeva che Piantedosi e Johansson avessero organizzato una conferenza stampa a Roma o a Bruxelles. Non si capisce cosa sono venuti a fare dal momento che non hanno chiarito nulla sulla scellerata ipotesi di realizzare un mega centro di permanenza per migranti sull'isola, non hanno incontrato i rappresentanti della comunità locale ed hanno solo fatto un breve giro nel centro di accoglienza, stando bene attenti ad essere inquadrati dalle telecamere”.

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e la commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson hanno lasciato l'isola poco prima delle 15.

Nel pomeriggio il sindaco dell'isola, Filippo Mannino, ha fatto una comunicazione molto importante. "La nave umanitaria, un'imbarcazione battente bandiera cipriota che servirà a trasferire sulla terraferma i migranti subito dopo lo sbarco a Lampedusa, è stata trovata. Nelle prossime ore verrà dato il via alle operazioni per liberare molo Favarolo dalla miriade di barchini che lo rendono off-limits ed è al vaglio sia un meccanismo per garantire un risarcimento danni ai pescatori che ripescano, o subiscono danni, dalle carrette dei migranti affondate. Ma anche un modo per riuscire a recuperare tutti quei natanti che dopo i soccorsi vengono lasciati alla deriva perché i soccorritori devono garantire il più rapido sbarco a quanti  vengono salvati. Ho proposto, laddove possibile, di dedicare due motovedette al recupero proprio di queste carrette". 

Mannino andrà nei prossimi giorni a Roma per fare il punto della situazione su quanto previsto dal piano emergenza immigrazione clandestina.  "Ho ribadito al capo del Viminale che Lampedusa - ha aggiunto - vuole continuare ad avere una vocazione turistica e certe eventuali scelte come la creazione di un centro permanente per migranti da rimpatriare non andrebbero bene. Ho apprezzato le sue parole sulla vicenda. Del resto quest'isola, di appena 20 chilometri quadrati, che vive di turismo non può permettersi un'altra struttura per migranti".

Alla commissaria europea agli Affari Interni, Ylva Johansson, Mannino ha ricordato che oltre ai diritti dei migranti, ci sono anche quelli degli abitanti delle Pelagie. "Serve una legislazione particolare, speciale, per quest'isola - ha detto, dopo l'incontro, il sindaco di Lampedusa e Linosa - Una legislazione che consenta di non compromettere i diritti all'istruzione e alla salute degli isolani". 

L'intervento di Schifani: "Ora atti concreti da Bruxelles"

"Esprimo il mio apprezzamento per la visita di oggi a Lampedusa del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e della commissaria europea Ylva Johansson. È un segnale di grande attenzione da parte delle istituzioni nazionali e internazionali nei confronti dell'isola, che affronta un'emergenza continua e chiede soluzioni definitive ai problemi legati al flusso ininterrotto di migranti. Da tempo evidenziamo l'inadeguatezza delle strutture di prima accoglienza e di assistenza. Adesso contiamo che dopo questa visita seguano atti concreti e si dimostri che Bruxelles è al fianco dell'Italia e della Sicilia in questa sfida comune".  Lo dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

(Aggiornato alle 19)

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