Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

"Comportamenti omissivi dell'autorità": ecco i dettagli dell'ultima inchiesta sulla Open Arms

Il fascicolo è ancora a carico di ignoti, non è escluso che nelle prossime ore qualcuno venga iscritto. Ci sono anche le indagini per sequestro di persona e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina nonché un esposto a carico del prefetto e la denuncia di Legambiente Sicilia contro il ministro Salvini

Una veduta del tribunale dove ha sede la Procura della Repubblica

Non è finita. Anzi, forse, per la Procura di Agrigento, è appena iniziata. L'inchiesta per rifiuto e omissione di atti d'ufficio è ancora a carico di ignoti e non è escluso che, nelle prossime ore, s'arrivi all'iscrizione di qualcuno nel registro degli indagati. Ma c'è poi il fascicolo per sequestro di persona e quello "classico" per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. E c'è perfino un esposto contro il prefetto di Agrigento, Dario Caputo, oltre che una denuncia, fatta da Legambiente Sicilia, contro il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Un bel da fare, dunque, soltanto per il caso Open Arms, per i magistrati che lavorano al quinto piano del tribunale. E uno dei primi passi che, verosimilmente, verrà fatto sarà quello - una volta giunta al porto empedoclino - degli accertamenti sulla nave battente bandiera spagnola. 

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"Rifiuto e omissione di atti d'ufficio"

"Occorre verificare se la situazione emergenziale emersa nei giorni scorsi a seguito della permanenza per diversi giorni della nave Open Arms a largo delle acque nazionali, e confermata dai medici in occasione dell'ispezione, sia il frutto del rifiuto posto in essere dalle autorità competenti ad emettere i provvedimenti necessari per ragioni di igiene e sanità". Lo scrive - spiegando le ragioni del fascicolo per rifiuto e omissione di atti d'ufficio, che è ancora a carico di ignoti, - il procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio.

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"La condotta attiva consiste nell'indebito rifiuto da parte del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio di un atto, indifferibile e doveroso, motivato da ragioni, tra le altre, di igiene e sanità - spiega, nel provvedimento di sequestro preventivo, il capo dei Pm di Agrigento - . La volontà del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio di non voler compiere l'atto dovuto deve essere manifestata - argomenta Patronaggio -, ma la manifestazione può avvenire anche attraverso un comportamento meramente implicito".

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Patronaggio ha evidenziato anche "la mancata assegnazione di un porto sicuro alla nave Open Arms, da parte delle autorità italiane, anche in seguito al provvedimento del Tar del Lazio che autorizzava l'ingresso dell'imbarcazione in acque territoriali".

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Una situazione che ha determinato l'esasperazione dei migranti a bordo "culminata - sottolinea il procuratore Patronaggio - con il tentativo di numerosi migranti di gettarsi in mare per raggiungere le coste di Lampedusa, anche a costo di mettere in pericolo la propria incolumità e quella degli operatori".

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