Rapina in centro storico, i tre minori indagati per tentato omicidio

I gravi traumi e le fratture che la cinquantenne ha riportato al volto, soprattutto al volto, sarebbero stati causati dai colpi di spranga con i quali è stata selvaggiamente e ripetutamente colpita

Una veduta di via Boccerie

Tentato omicidio. E’ stata formalizzata anche questa accusa a carico dei tre minorenni – dovrebbero avere dai 16 ai 17 anni – che sono stati denunciati, in stato di libertà, per la rapina e la violentissima aggressione subita nella serata di lunedì, nel centro storico di Agrigento, da una cinquantenne. La donna, anche ieri, è rimasta ricoverata all’ospedale “San Giovanni di Dio”. I medici continuavano a non escludere il suo trasferimento in una struttura sanitaria meglio attrezzata, forse a Palermo. La donna è in condizioni stabili, ma il quadro clinico resterebbe assai grave: motivo per il quale i sanitari hanno continuato a mantenere riservata la prognosi sulla vita.

Traumi e fratture alla testa: resta grave la 50enne rapinata

I gravi traumi e le fratture che la cinquantenne ha riportato al volto, soprattutto al volto, sarebbero stati causati dai colpi di spranga con i quali è stata selvaggiamente e ripetutamente colpita. I tre minorenni, quasi certamente dei ragazzi “difficili”, sono stati indagati per rapina e per tentato omicidio appunto. Del fascicolo d’inchiesta si sta, naturalmente, occupando un magistrato della Procura dei minorenni presso il tribunale di Palermo.

Anche ieri, sempre nel più fitto riserbo investigativo, erano al lavoro i poliziotti della sezione Volanti della Questura che sono intervenuti, in via Boccerie: nel centro storico della città dei Templi, nei momenti immediatamente successivi all’aggressione.

Ma cosa ha determinato quel massacro? Gli investigatori sembrano avere le idee piuttosto chiare, ma mantengono però le bocche rigorosamente cucite.

Il pestaggio si è verificato in un’area - fra piazza Ravanusella e via Atenea – che non lascerebbe molto spazio all’immaginazione. E’ oggettivo, infatti, che quello sia un contesto del centro storico molto complicato. Via Boccerie, così come le vie Cannameli e Vallicaldi, fra piazza Ravanusella e via Atenea sono – da decenni, ma anche nel più recente passato, – location di spaccio di sostanze stupefacenti.

E’ scontato naturalmente che non appena la cinquantenne sarà fuori pericolo di vita verrà ascoltata dagli investigatori e le sue dichiarazioni contribuiranno a fare chiarezza su cosa sia effettivamente accaduto e cosa abbia innescato quella terribile aggressione.    

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