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Allacci fognari alle case abusive di viale Emporium? Il Comune: "Le procedure saranno regolari"

L'assessore Principato interviene per rassicurare Legambiente, garantendo che chi non è sanabile non potrà provvedere

"Con il completamento della rete fognaria di viale Emporium e delle relative traverse, non si sta provvedendo – come erroneamente paventato da alcuni – ad un allaccio alla stessa di fabbricati insanabili, ma bensì alla collocazione di due nuove centrali di sollevamento in via Teti e Via Apollo, collegate con una premente, alla condotta centrale del Viale Emporium a cui si aggiungeranno anche dei pozzetti di ispezione su un collettore corrugato".

A replicare a quanto denunciato nei giorni scorsi da Legambiente è l'assessore ai Lavori pubblici Gerlando Principato. La vicenda, si ricorderà, riguarda i nuovi lavori di posa della rete fognante per collegare San Leone al depuratore. 

"I lavori attualmente in corso derivano da una richiesta di integrazione, – spiega l’assessore Principato – risalente a una conferenza dei servizi del febbraio 2016, dell'allora dirigente del settore VI che ha proposto di inserire nel progetto della rete fognaria in valutazione, la zona a valle del viale Emporium, attualmente sprovvisto. Nelle successive conferenze dei servizi, sulla base delle planimetrie e dai dati forniti dal settore V - territorio e ambiente del Comune di Agrigento e dalla Soprintendenza di Agrigento che ha fornito l'elaborazione cartografica derivata dal Volo ATA 2008 nella quale viene rappresentata la situazione in atto di urbanizzazione antecedente e successiva al rilievo fotografico del volo del 2 ottobre 1968”, sono stati validati in dettaglio, le traverse del viale Emporium, sprovviste di rete fognaria (via Teti, via Apollo, via Afrodite, Via Parco Oliva), da servire con le opere in argomento. Ricadendo i bacini – prosegue l’assessore Principato – in area di cui al Decreto Gui-Mancini e specificatamente in zona A di inedificabilità assoluta, si è rilevata la necessità di affrontare la problematica anche sotto l'aspetto giudico-amministrativo attraverso una ricognizione degli immobili ivi ricadenti per verificare quanti e quali siano stati edificati con regolare licenza, quanti e quali siano stati realizzati senza titolo e di questi quanti e quali siano stati realizzati in epoca antecedente o in epoca successiva alla data di efficacia della dichiarazione di inedificabilità assoluta".

Quindi, in sintesi: si stanno predisponendo reti e allacci - potenzialmente - sulla linea, ma si verificherà chi avrà diritto o meno ad allacciarsi. E questo dovrebbe essere scontato. La riflessione semmai andrà fatta (ma dalla nota non emerge) se vi sia o meno qualcuno che effettivamente possa farlo regolarmente in quella zona. In caso contrario, bisognerebbe comprendere perché disporre con soldi pubblici la predisposizione di allacci per una zona dove non si possono effettuare in modo regolare.

E c'è poi un altro interrogativo: se ci sarà davanti alle case (abusive) la condotta e la predisposizione per gli allacci, chi vigilerà in futuro che nessuno provveda a gestire i propri reflui in modo irregolare? Bisognerebbe infatti ricordare che solo da pochi anni quelle abitazioni (abusive) sono state oggette a specifica attività di verifica, che ha permesso di scoprire che scaricavano le proprie fogne in molti casi nell'Akragas.

Principato poi rassicura - e ci mancherebbe altro - che tutto avverrà "nel rispetto dei pareri già rilasciati ed in osservanza degli immobili in cartografia del ‘68.".

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