Braccati dai carabinieri dopo la rapina alla banca Sant'Angelo: fermati 2 palermitani e un sabettese

Il fuoristrada, già segnalato come sospetto lungo le vie di Raffadali, è stato intercettato mentre era fermo in una piazzola di sosta a Sant'Angelo Muxaro. Ritrovato e riconsegnato all'istituto di credito il bottino da 50 mila euro

Un momento della conferenza stampa dell'Arma dei carabinieri

La conoscenza del territorio, la grande sinergia e la prontezza operativa. Sono stati questi i cardini di quella che è stata una risposta vincente. Perché i tre presunti rapinatori della banca popolare Sant'Angelo di Raffadali sono stati intercettati e bloccati - sottoposti a fermo di indiziato di delitto - in tempo record. Erano fermi, sull'auto che era stata già segnalata - come sospetta fra le vie di Raffadali - in una piazzola di sosta di un distributore di carburante di Sant'Angelo Muxaro. La stretta immediata dei carabinieri del comando provinciale di Agrigento ha, di fatto, mandato per aria i loro piani. Non c'è stato il tempo per un cambio d'auto, non c'è stato il tempo neanche per provare ad allontanarsi - anche se la strada era giusta - dalla provincia di Agrigento. I carabinieri avevano accerchiato, del resto, quell'angolo di territorio provinciale. 

Rapinata la banca Sant'Angelo: in due portano via 50 mila euro

Alla vista dell'auto già segnalata appunto come sospetta, ieri sera, i carabinieri non hanno avuto alcuna esitazione. E' scattato il blitz. Due palermitani e un sabettese sono stati bloccati prima e sottoposti a fermo di indiziato di delitto dopo. Dal portabagagli della macchina, all'interno di alcuni zaini, i carabinieri del comando provinciale di Agrigento hanno ritrovato le mazzette dei soldi, con tanto di fascette dell'istituto di credito ancora applicate. Dieci, venti, 50 mila euro. La conta del denaro ha dato questo esito. Ben 50 mila euro il bottino che era stato arraffato. A finire, per effetto del fermo di indiziato di delitto, in attesa dell'udienza di convalida, alla casa circondariale "Di Lorenzo" di Agrigento sono stati i palermitani Umberto D'Arpa di 53 anni e Martino Merino di 26 anni e Raffaele Salvatore Fragapane, 43 anni, di Santa Elisabetta. Fragapane era stato già arrestato, nel giugno del 2018, nell'ambito del blitz antimafia denominato "Montagna": era stato ritenuto - dalla Dda e dai carabinieri - "appartenente alla famiglia di Santa Elisabetta". Nel luglio dello scorso anno venne condannato dal gup di Palermo Marco Gaeta. 

Rapina da 50 mila euro alla banca Sant'Angelo, tre arresti

Secondo quanto è stato ricostruito, durante la conferenza stampa tenuta alla caserma "Biagio Pistone", dal comandante provinciale dell'Arma: il colonnello Giovanni Pellegrino, i due palermitani sarebbero gli uomini che sono entrati in azione all'interno dell'istituto di credito di via Porta Agrigento a Raffadali. Il sabettese - stando sempre alle accuse e alla ricostruzione formulata durante la conferenza stampa - sarebbe stato invece il basista e "palo". L'intera operazione è stata coordinata dal sostituto procuratore di turno Chiara Bisso.

IL VIDEO. Rapina in banca a Raffadali, quell'auto sospetta notata e segnalata da alcuni testimoni

La ricostruzione della rapina 

Erano le 15.30 quando il telefono della centrale operativa dei carabinieri ha cominciato a squillare all’impazzata: a Raffadali avevano appena rapinato una banca in via di Porta Agrigento. Due uomini, fingendosi clienti, sono entrati nell'istituto di credito con aria disinvolta. Avevano il volto parzialmente coperto da una sciarpa e apparentemente non erano armati. Hanno intimato ai cassieri di consegnare tutti i soldi presenti nelle casse. Nel giro di pochi minuti, i rapinatori hanno riempito i loro zaini di blocchetti di banconote da 20 e 50 euro. Sono scappati a piedi fuori, ma ad attenderli, poco distante, - secondo la ricostruzione fatta dal comando provinciale dell'Arma - c'era, in auto, il terzo complice. 

I carabinieri studiano i precedenti colpi 

La reazione dello Stato 

Subito è scattato il piano antirapina del comando provinciale dell'Arma di Agrigento.: posti di blocco lungo tutte le arterie che collegano Raffadali al resto dell’isola. Con abilità si sono mossi tutti gli investigatori della sezione Operativa di Agrigento, mentre la sezione Investigazioni Scientifiche ha effettuato tutti i rilievi tecnici ed ha raccolto, a tappeto, tutti i filmati delle telecamere della banca e dell’intero paese. L’aiuto degli "occhi" elettronici è stato prezioso per capire con quale veicolo i rapinatori si fossero dati alla fuga. Una ricerca palmo a palmo andata avanti per ore: sono state setacciate le strade statali e provinciali, è stata fermata e perquisita ogni macchina di passaggio. Alle 17.30 la svolta. I carabinieri hanno visto da lontano l'auto sospetta. Era ferma in una piazzola di sosta di un distributore di Sant’Angelo Muxaro. Senza indugio è scattato il blitz. Sono stati bloccati i tre sospetti ed è scattata la perquisizione. Dal portabagagli del fuoristrada sono saltate fuori le mazzette di soldi con ancora applicate le fascette della banca. I due palermitani e il 43enne di Santa Elisabetta sono stati sottoposti a fermo e sono stati accompagnati, in attesa dell'udienza di convalida, al carcere di Agrigento.

La soddisfazione della banca e dell'Arma

I soldi - i 50 mila euro - sono stati riportati al direttore della banca popolare Sant'Angelo di Raffadali che ha ringraziato i carabinieri per la prontezza e l’efficacia dell’intervento. L’operazione è stata fonte di soddisfazione anche per gli stessi carabinieri del comando provinciale - colonnello Giovanni Pellegrino in testa; capitano Marco La Rovere, a capo della compagnia di Agrigento, e maresciallo Armando Manzo, comandante della stazione di Raffadali, - poiché frutto di una pronta ed efficace attuazione del piano antirapina provinciale, della perfetta sinergia tra organi investigativi dell’Arma e dell'eccezionale conoscenza del territorio da parte di un bravo comandante di stazione.

  

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • "Intascava i soldi delle carte di identità elettroniche", arrestato impiegato comunale

  • Vede l'auto in fiamme, si precipita in strada e viene accoltellato: un arresto

  • Coltello alla mano si scaglia contro la moglie e la colpisce alla tempia: 58enne arrestato per tentato omicidio

  • Non ha soldi nemmeno per i vestiti e la biancheria, reclusa chiede aiuto ai "Volontari di Strada"

  • L'incidente di Canicattì, le ferite erano così gravi da uccidere la 35enne?

  • Anziano si fa masturbare in strada: nuovo caso di atti osceni in luogo pubblico

Torna su
AgrigentoNotizie è in caricamento