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Domenica, 19 Maggio 2024
"Zona franca" quelle delle mamme

Le chat di classe non sono il Far West, ecco le regole

Lo strumento dovrebbe essere utile a scambiarsi informazioni tra docenti e genitori, ma spesso diventa terreno di "scontro". Sono gli istituti scolastici a disporne il corretto utilizzo

La fine dell'anno scolastico è dietro l'angolo e con esso, il tormentone delle chat di classe. Una "agorà" virtuale che spesso travalica nell'iperreale, con tanto di polemiche e baruffe non solo verbali. A stabilire quali sono le regole per le chat tra insegnanti e alunni sono le scuole stesse, in virtù dell’autonomia attribuita dal Dpr n.275/1999. Il regolamento interno dell’istituto può infatti prevedere forme e modalità precise di comunicazione tra studenti e professori. Proprio per questo negli ultimi anni, molte scuole si sono dotate di una propria "policy" dove vengono dettagliate le modalità di utilizzo delle chat e dei social network. Ciò principalmente per tutelare la privacy degli studenti, ma anche la correttezza professionale di docenti e personale scolastico in generale.

Quello che è certo è che le comunicazioni anche digitali tra studenti e insegnanti sono, in linea generale, ammesse solo per finalità didattiche e orientative. Le sanzioni per i docenti che fanno della chat un utilizzo non conforme a tali scopi possono andare dal rimprovero verbale o scritto alla sospensione temporanea della retribuzione e, nei casi più gravi, fino al licenziamento.

Gli studenti, invece, per imprudenza o goliardia, potrebbero rischiare anche un’incriminazione penale dato che, da 14 anni in su, si è personalmente responsabili per i reati commessi (si pensi alle ipotesi di diffamazione, violazione della privacy, sostituzione di persona, ecc.). C’è però la possibilità che le circolari dei dirigenti scolastici prevedano proprio la partecipazione degli insegnanti alle chat di classe con alunni e genitori.

Nell’ipotesi in cui gli studenti dovessero segnalare chat equivoche o comunque difformi dall’uso stabilito, il dirigente scolastico è obbligato, ai sensi del decreto legislativo 75/2017, ad aprire un provvedimento disciplinare nei confronti dell’insegnante coinvolto.

Sul fronte delle "chat delle mamme" - con rari ingressi dei papà - le regole pare non esistano, dando spesso il là ad attriti, tensioni, sfociate anche in vere e proprie risse tra donne, impegnate a sostenere le tesi dei propri figlioli. Spesso anche quando le scuole chiudono e si va in vacanza. 

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