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Dopo il verdetto / Campobello di Licata

Schede elettorali non conformi ed elezioni annullate a Campobello, Prefettura apre un'indagine interna

Filippo Romano: "Stiamo cercando di capire come mai, all'epoca, sia stato fatto quello che il Cga ha considerato un errore. Il Tar non lo aveva considerato tale, ma la sentenza è adesso definitiva. Dobbiamo prenderne atto e correggere per il futuro"

E' stata disposta un'indagine interna. Per il caso della stampa di "schede non conformi al modello legale stabilito" che ha portato all'annullamento, da parte del Cga, delle elezioni amministrative di Campobello di Licata, con la conseguenza che il sindaco Antonio Pitruzzella e il consiglio comunale sono decaduti, il prefetto di Agrigento, Filippo Romano, insediatosi lo scorso 23 maggio, sta cercando di capire attraverso un'indagine informale e interna cosa sia all'epoca (nel giugno del 2022 ndr.) accaduto. 

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"Stiamo cercando di capire come mai, all'epoca, sia stato fatto quello che il Cga ha considerato un errore - ha confermato, ad AgrigentoNotizie, il prefetto Romano - . Il Tar non lo aveva considerato tale, ma il Cga ha deciso così ed è una sentenza definitiva: è quindi un errore, dobbiamo prenderne atto e correggere per il futuro". 

Il Tar aveva ritenuto "l'errore di stampa come una irregolarità di carattere non sostanziale (ossia tale da non influire sulla sincerità e sulla libertà di voto) e comunque non in grado di inficiare le operazioni, ritenendo prevalente il principio generale della conservazione del voto". Una decisione che non è stata condivisa - né sotto il profilo formale, né sotto quello sostanziale - dal consiglio di giustizia amministrativa secondo il quale "la Prefettura di Agrigento ha mandato in stampa, e quindi fatto distribuire ai seggi comunali, una scheda elettorale che si è discostata parzialmente, ma certamente in modo che non può considerarsi irrilevante, dalle 'caratteristiche essenziali' del modello di scheda di votazione fissato dal decreto assessoriale, autorizzando la stampa di schede nelle quali, nel lato sinistro, erano concentrati tutti e 5 i candidati sindaci con le corrispondenti liste collegate". 

Fino ad ora, ad esempio nel 2018, nel 2020 e nel 2022, si sono registrati casi in cui le Prefetture sono state costrette a dover ristampare, e anche in fretta e in furia, delle schede elettorali. A Palermo vi fu un errore di "perimetrazione" dei nuovi collegi stabiliti dalla legge elettorale e vennero stampate schede con candidati sbagliati. Sempre nel 2018, in un seggio dei Parioli di Roma, il voto venne sospeso per schede sbagliate per Camera e Senato. E un fatto analogo avvenne anche in due Comuni in provincia di Alessandria. Ci si accorse però degli errori o prima delle elezioni o mentre le votazioni erano in corso. 

A Campobello di Licata invece pare che nessuno si sia accorto di nulla per tempo. E non c'è stata possibilità, come invece è accaduto in altri posti della penisola, di correre ai ripari. Solo ad avvenuta proclamazione degli eletti è stato poi presentato un ricorso al Tar Sicilia. 

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