Sabato, 20 Luglio 2024
Infrastrutture

Aeroporto di Agrigento, ecco cosa dice l'emendamento approvato

La proposta rimodulata dal Governo nei fatti non risolve i problemi più concreti che ostacolano da anni la realizzazione della struttura

La festa è stata grande ieri per l'approvazione di emendamento al Dl Sud che parlava di aeroporto ad Agrigento. Forse, anche troppa.

C'è infatti chi dice di "aver fatto la storia", ma il testo approvato e che finirà all'interno del decreto legge lascia qualche dubbio sul fatto che gli aerei possano sorvolare a breve la provincia.

Intanto dei chiarimenti su quanto accaduto, al netto della propaganda: l'emendamento è frutto di una riformulazione del governo di due distinte proposte, una firmata da Lillo Pisano e Saverio Romano (solo il secondo è componente della commissione Bilancio, quindi la sottoscrizione ha l'utilità di evitare rischi di respingimento dovuti, ad esempio, all'assenza accidentale del proponente non componente), l'altro proposto dalla deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina. Una sintesi che è stata sottoscritta anche da altri parlamentari, e che è stata appunto poi riscritta e sintetizzata dal Governo perché possa far parte del provvedimento finale.

E cosa è stato scritto? "Al fine di promuovere un adeguato sviluppo economico, sociale e turistico dell'area Centro Sud Meridionale della Sicilia comprendente la Provincia di Agrigento, la Provincia Regionale di Agrigento d'intesa la Regione Siciliana, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione presenta al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un progetto di fattibilità tecnica economica degli interventi necessari alla realizzazione dell'aeroporto di Agrigento, corredato dall' analisi costi-benefici, ai fini di una preliminare verifica della sostenibilità economico-finanziaria dell'opera e delle infrastrutture ad esso collegate. Le Amministrazioni interessate provvedono all'attuazione delle disposizioni di cui al presente comma nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente".

Cosa significa, quindi? Che la palla passerà agli stessi enti che la questione in questi anni l'hanno già gestita perché si dotino di quello che è sempre stato necessario: un progetto e uno studio di fattibilità. Elaborati che in realtà esistono già, ma che probabilmente a questo punto andranno aggiornati.

E poi? Non si può non tornare alla mente a quanto detto nei giorni scorsi con estrema concretezza dell'Ordine degli Architetti, che ha stilato una vera tabella di marcia con lo scopo di "non vendere fumo agli agrigentini".

Chissà se qualcuno ne prenderà atto.

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