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Martedì, 23 Aprile 2024
Emergenza immigrazione / Lampedusa e Linosa

Porti chiusi alle navi Ong e mistero sul soccorso di 1.300 migranti: soffiano venti di tempesta politica sul canale di Sicilia

Per la Ocean Viking, battente bandiera tedesca, e la norvegese Humanity 1, che hanno effettuato salvataggi in area Sar fra Libia e Malta, la Farnesina ha coinvolto le ambasciate di Germania e Norvegia

Mare "in tempesta", non quello antistante a Lampedusa o quello del canale di Sicilia. Ma quello che politicamente separa il "fronte" del nuovo Governo da quello delle navi umanitarie che continuano, in acque internazionali, ad effettuari soccorsi e salvataggi. In "mezzo" c'è prima lo "scoglio" di Lampedusa e poi, quello un po' più grande, chiamato Sicilia. Ma ci sono anche tutte quelle decine e decine di barchini e barconi - stracarichi di persone che, di fatto, per mettersi in salvo rischiano la vita - che provano ad arrivare verso l'Eldorado. 

Navi Ong in attesa di porto sicuro

Mentre un barchino, con a bordo 37 migranti, è riuscito ad arrivare, dopo il soccorso della Guardia di finanza, a Lampedusa, in acque internazionali ci sono l'Ocean Viking con a bordo 202 migranti e la Humanity 1. Due navi che, di fatto, hanno a bordo oltre 300 persone.

Il neo ministro: "Responsabilità degli Stati di bandiera delle navi'

"Ho voluto battere un colpo per riaffermare un principio: la responsabilità degli Stati di bandiera di una nave". Così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi in un colloquio con la Stampa all'indomani della direttiva sulla condotta della Ocean Viking, battente bandiera tedesca, e della Humanity 1, bandiera norvegese, ritenuta non "in linea con lo spirito delle norme europee e italiane in materia di sicurezza e controllo delle frontiere e di contrasto all'immigrazione illegale". Questo perché "le operazioni di soccorso sono state svolte in modo sistematico in area Sar di Libia e Malta, informate solo a operazioni avvenute". Il governo, tramite la Farnesina, ha coinvolto le ambasciate di Germania e Norvegia.

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Gli sbarchi "non dipendono solo dalle Ong  - osserva il neo ministro -. Però è anche vero, pur se negano, che queste navi umanitarie sono un fattore di attrazione per i migranti, il cosiddetto 'pull factor". Sempre nell'ambito del contrasto all'immigrazione illegale, in settimana "faremo un Comitato per la sicurezza con le agenzie di intelligence. Voglio capire la reale situazione in
Libia e che cosa si può fare". Non si può accettare "il principio che uno Stato non controlli i flussi di chi entra. Io credo molto nei corridoi umanitari di Sant' Egidio. Frenare le partenze significa anche limitare le morti in mare, che mi ripugnano e che vedo ormai quasi non fanno più notizia". 

Ocean Viking: "Sempre rispettato la legge"

Dalla nave umanitaria Ocean Viking non ci stanno: "Abbiamo sempre operato nel rispetto della legge. Da anni informiamo passo dopo passo le autorità competenti sui distress cases e su tutta la nostra attività; da annichiediamo a tutte le autorità competenti il coordinamento dei soccorsi, richieste a cui non rispondono". Il punto è che le ong soccorrono spesso in zona Sar libica o maltese. Non ricevono mai risposte da La Valletta e non accettano di farsi coordinare dalle autorità libiche perché vorrebbe dire riportare i migranti da dove partono, in un Paese non considerato sicuro. Dura anche la ong Sea-Watch: "Mentre si riaffaccia nel dibattito l'assurda idea del blocco navale e le nostre navi per il soccorso sono bloccate nei porti, a Lampedusa arrivano i cadaveri di altri due bambini. Serve una missione di soccorso, non disumanità".

Soccorsi barconi con 700 e 650 migranti a bordo? E' mistero 

Sarebbero stati soccorsi dalle unità della Guardia costiera italiana, della Guardia di finanza e di Frontex i due barconi con a bordo rispettivamente 700 e 650 persone per i quali Alarm Phone ieri aveva lanciato l'Sos mentre si trovavano alla deriva nella zona Sar tra Malta e Italia. "I superstiti riferiscono di 12 persone morte o incoscienti, molti soffrono di disidratazione. Entrambe le barche potrebbero affondare in qualsiasi momento. Hanno paura di annegare" - aveva detto l'ong spiegando di aver allertato le autorità senza che, però, fosse ancora in corso un'operazione di salvataggio dopo 15 ore dalla prima segnalazione.

A chiedere lumi in merito è Luca Casarini, capomissione di Mediterranea Saving Humans: "Chiediamo di sapere se effettivamente si sono concluse le operazioni e il loro esito e le condizioni delle persone a bordo, di cui non si sa nulla".

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