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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca

Dieci anni fa la visita del papa a Lampedusa, la lettera del Santo Padre: "Ancora stragi silenziose"

Bergoglio ha inviato una missiva all'arcivescovo Damiano sollecitando la chiesa agrigentina a porre attenzione verso chi sbarca

A dieci anni dalla storica visita a Lampedusa di Papa Francesco, Bergoglio ha inviato una lunga lettera all'Arcidiocesi di Agrigento e, per suo tramite, a tutti i cristiani agrigentini. Un testo che ovviamente è incentrato soprattutto sull'emergenza sbarchi e sul sempre costante numero di tragedie che si registrano nel Canale di Sicilia.

"Sono vicino a Voi con l'affetto, la preghiera e l'incoraggiamento - scrive il Papa -. In questi giorni in cui stiamo assistendo al ripetersi di gravi tragedie nel Mediterraneo, siamo scossi dalle stragi silenziose davanti alle quali ancora si rimane inermi e attoniti. La morte di innocenti, principalmente bambini, in cerca di una esistenza più serena, lontano da guerre e violenze, è un grido doloroso e assordante che non può lasciarci indifferenti. E la vergogna di una società che non sa più piangere e compatire l'altro".

Bergoglio ribadisce il proprio "sostegno e la paterna vicinanza a chi dopo penose peripezie, in balia del mare, è approdato sulle vostre coste. Il consumarsi di sciagure così disumane deve assolutamente scuotere le coscienze. Dio ancora ci chiede: 'Adamo dove sei? Dov'è il tuo fratello?' Vogliamo perseverare nell'errore, pretendere di metterci al posto del Creatore, dominare per tutelare i propri interessi, rompere l'armonia costitutiva tra Lui e noi? Bisogna cambiare atteggiamento; il fratello che bussa alla porta è degno di amore, di accoglienza e di ogni premura. E un fratello che come me è stato posto sulla terra per godere di ciò che vi esiste e condividerlo in comunione. In tale contesto, tutti siamo chiamati ad un rinnovato e profondo senso di responsabilità, dando prova di solidarietà e di condivisione".

Secondo il Papa è quindi necessario che la Chiesa, "per essere realmente profetica, si adoperi con sollecitudine per porsi sulle rotte dei dimenticati, uscendo da se stessa, lenendo con il balsamo della fraternità e della carità le piaghe sanguinanti di coloro che portano impresse nel proprio corpo le medesime ferite di Cristo. Vi esorto perciò a non restare imprigionati nella paura o nelle logiche di parte, ma siate cristiani capaci di fecondare con la ricchezza spirituale del Vangelo codesta Isola, posta nel cuore del Mare Nostrum, affinché ritorni a splendere nella sua originaria bellezza. Mentre ringrazio ciascuno di Voi, volto radioso e misericordioso del Padre, per l'impegno di assistenza a favore dei migranti, affido al Signore della vita i morti nelle traversate, e volentieri imparto la mia Benedizione, chiedendo per favore di pregare per me".

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