Lunedì, 15 Luglio 2024
Corte di assise / Racalmuto

I coniugi massacrati a colpi di mannaia dal figlio, il maresciallo: "L'omicida vagava confuso al bar"

Il sottufficiale ha riferito che a dare i soccorsi è stata una figlia delle vittime che per rabbia ruppe un quadro della casa dei genitori con un pugno: "E' stato mio fratello, non ci sono dubbi"

"Siamo stati avvisati da una figlia delle vittime che aveva trovato i corpi dei genitori massacrati nella loro abitazione, ci disse che aveva rotto un quadro con un pugno per la rabbia e che a ucciderli era stato sicuramente il fratello. Lo abbiamo cercato per un paio di ore, era in un bar che vagava. I colleghi gli hanno chiesto di seguirli ed è stato molto collaborativo".

Il maresciallo Danilo Blanco, in servizio alla Stazione di Racalmuto, racconta in aula le prime battute dell'indagine per il duplice omicidio, avvenuto lo scorso 13 dicembre, dei coniugi Giuseppe Sedita e Rosa Sardo, 66 e 62 anni, per il quale ha confessato il figlio Salvatore, 35 anni, con problemi psichiatrici e di abuso di droghe. 

"Ha ucciso i genitori con 47 colpi di mannaia": giudizio immediato per 34enne

Una perizia psichiatrica eseguita durante le indagini preliminari, tuttavia, ha escluso che Sedita fosse incapace di intendere e volere. Lo psichiatra Lorenzo Messina, piuttosto, è giunto alla conclusione che "ha agito sotto la spinta disinibente e aggressiva della cocaina".

Il difensore dell'imputato, l'avvocato Ninni Giardina, ha preannunciato alla Corte di assise, presieduta da Giuseppe Miceli con a latere Manfredi Coffari, che chiederà nuovi accertamenti psichiatrici.

Il carabiniere, primo teste della lista del pm Elenia Manno, ha ricostruito le fasi iniziali dell'indagine. "Abbiamo visto, esaminando le telecamere di sorveglianza della zona, l'auto di Sedita allontanarsi. In base agli spostamenti l'omicidio è avvenuto diverse ore prima rispetto al ritrovamento dei cadaveri ovvero fra le 13,40 e le 15,10".

Duplice omicidio a Racalmuto: fermato il figlio

Sia il presidente della Corte che la difesa hanno chiesto al maresciallo se fossero noti i problemi psichiatrici di Sedita. "Ero arrivato poco più di un anno prima e non lo conoscevo, i colleghi in seguito mi dissero che abusava di crack, aveva problemi psichici e i suoi rapporti con i genitori erano estremamente traumatici".

I familiari delle vittime si sono costituiti parte civile con l'assistenza degli avvocati Giuseppe Contato, Giuseppe Barba e Giuseppe Zucchetto: la Corte ha disposto la loro audizione in aula per il 26 ottobre.

Sedita, in un primo momento, aveva fatto una ricostruzione delirante dicendo di avere visto i demoni e che l'autore dell'omicidio era "un uomo con la maschera e i tatuaggi che ha bussato a casa". Una versione sconnessa che ha pure ribadito nel colloquio con lo psichiatra.

All’origine delle violenze e del successivo massacro, secondo quanto lui stesso ha detto al gip, ci sarebbero i contrasti con i genitori che, a suo dire, non l’avrebbero accettato e avrebbero persino minacciato di buttarlo fuori di casa. 

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