Fondazione "Sciascia", la nomina di Cavallaro nel Cda diventa un caso giudiziario: diffida al sindaco

Il giornalista e scrittore di Racalmuto escluso per la mancata pubblicazione in albo pretorio del provvedimento

Felice Cavallaro

La mancata pubblicazione in albo pretorio della delibera di nomina del giornalista Felice Cavallaro nel consiglio di amministrazione della fondazione Pirandello diventa un caso. Il sindaco di Racalmuto, Vincenzo Maniglia, presidente in base allo statuto, alla prima riunione dal suo insediamento, lo scorso 18 maggio, non lo aveva invitato comunicando, a mezzo stampa, che "non risultava pubblicata in albo pretorio la delibera di nomina e, quindi, non si doveva ritenere che fosse un componente nonostante la decisione del consiglio comunale risalisse al 2015.

Lo scrittore, adesso, passa alle vie legali e formalizza una diffida. "La pubblicazione delle deliberazioni dei Comuni presso l’albo pretorio svolge una funzione di pubblicità", puntualizza Cavallaro che aggiunge: "L’omessa pubblicazione delle deliberazioni dell’ente comunale non costituisce dunque fonte di nullità del provvedimento amministrativo".

Secondo Cavallaro, quindi, la seduta del 18 maggio, convocata senza il suo invito, non sarebbe valida. Nella diffida si chiede di essere invitato per le successive riunioni e si precisa che "in caso di mancato riscontro, entro il termine di 30 giorni, saranno adite le competenti autorità giudiziarie per la tutela delle proprie posizioni".

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