Venerdì, 19 Luglio 2024
L'assalto / Palma di Montechiaro

"Sequestrano donna con una pistola, la picchiano e la caricano sul portabagagli dell'auto": 5 rinvii a giudizio

La 45enne sarebbe stata vittima di una rappresaglia perché il fidanzato pare fosse sospettato di un furto in un centro scommesse: dopo essere stata rapita sarebbe stata minacciata e costretta a chiamarlo al telefono

Cinque rinvii a giudizio per l'accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione: affiancano l'auto su cui viaggiava una donna rumena insieme al fidanzato e un amico connazionali, colpiscono lo sportello con un oggetto contundente e, dopo averli costretti a fermarsi in una strada senza uscita, li minacciano con una pistola e sequestrano la donna picchiandola con schiaffi e pugni e costringendola a salire sul pianale del portabagagli dell'auto.

Dopo il rapimento provano per ben due volte, con la minaccia della pistola, a costringerla a chiamare al telefono il fidanzato per raggiungerli in un posto da loro individuato a Camastra. Infine la chiudono dentro una roulotte e la lasciano in un distributore di benzina con la minaccia di gravi conseguenze se avesse chiamato i carabinieri.

Sette mesi dopo l'episodio, avvenuto a Palma il 23 aprile, cinque dei presunti protagonisti, che avrebbero progettato e realizzato l'assalto insieme ad altre persone non identificate, finiscono a processo. Si tratta di Giuseppe Virone, 55 anni; Rosario Ruggeri, 43 anni; Gioacchino Arancio, 44 anni; Franco Arancio, 51 anni e Salvatore Di Maggio, 45 anni, tutti di Palma di Montechiaro.

A decidere il rinvio a giudizio, come chiesto dal pubblico ministero della Dda, Alessia Sinatra, è stato il gup di Palermo, Cristina Lo Bue. Pare che all'origine del sequestro di persona ci fosse una rappresaglia legata a un furto ai danni di un centro scommesse di cui il fidanzato della 45enne era sospettato.

Sia la donna che il fidanzato hanno denunciato l'episodio ai carabinieri e hanno riconosciuto gli imputati da alcuni album fotografici. Virone e Di Maggio, in particolare, secondo la loro versione, avrebbero guidato le due auto con cui è stato messo a segno l'assalto. Gioacchino Arancio, invece, avrebbe impugnato la pistola e picchiato la donna.

I cinque imputati non sono stati mai raggiunti da alcuna misura cautelare. La vicenda adesso approda in aula per il dibattimento nel quale saranno assistiti dagli avvocati Santo Lucia e Giuseppe Vinciguerra. La prima udienza, davanti alla Corte di assise presieduta da Alfonso Malato, è in programma il 16 gennaio. 

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