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Mediazione linguistica, dopo l'allarme le rassicurazioni: "Non chiuderà, ma serve più attenzione delle istituzioni"

L'appello lanciato nei giorni scorsi dal direttore del corso ha suscitato un'alzata di scudi corale a difesa della realtà culturale del territorio

E' scattata una corale "alzata di scudi" da parte di docenti, studenti, ex studenti del corso ma anche di semplici cittadini dopo la pubblicazione dell'articolo di Agrigentonotizie.it che paventava il rischio di una chiusura del percorso di studi di Mediazione linguistica e culturale di Agrigento, promosso dall'associazione "Agorà Mundi".

In tanti, tantissimi, hanno manifestato la propria indignazione rispetto alla possibilità che il territorio potesse perdere un corso di eccellenza che rappresenta un unicum nel suo genere. Il rischio di una chiusura, tuttavia va ribadito, non c'è.

"Con la mia intervista - ci dice oggi il professore Marcello Saija - volevo denunciare una passività, e spesso poco interesse da parte delle istituzioni a promuovere un corso di studi nato e pensato per un territorio di frontiera come Agrigento, definita "la porta del Sud". Un corso che prepara specialisti nella mediazione linguistica, figure professionali decisive se si vogliono creare le basi per lo sviluppo di un paese accogliente e capace di sviluppare inclusione diventando protagonista di un sistema multietnico del Mediterraneo. I nostri studenti specializzati sono in grado di svolgere un attività interlinguistica qualificata, grazie ad un piano di studi articolato in materie sociologiche culturali ed economico. Queste peculiarità sono spendibili in maniera trasversali sia in enti pubblici che privati in istituzioni formative e scolastiche sia in qualsiasi ambito che richieda una mediazione che vada oltre alla semplice traduzione". 

Il calo degli iscritti denunciato da Saija ci sarebbe, ma i feedback che arrivano dalle immatricolazioni sarebbero adesso abbastanza positivi e fanno guardare al futuro con un cauto ottimismo. Non fosse altro perché il corso è inserito persino nel dossier di candidatura della città come capitale della Cultura 2023.

"Ovviamente - continua Saija - sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione da parte di Ecua al fine di potenziare la visibilità del corso di laurea, nell'auspicio di costruire reti qualificate anche con Unipa per la realizzazione della specialistica tanto da dare un opportunità in più agli studenti del nostro territorio". 

Intanto gli studenti continuano a svolgere esperienze di tirocinio presso le più importanti istituzioni pubbliche come Procura, Prefettura, Comuni, casa circondariale ecc, e importanti stage all'estero, grazie alla collaborazione con le università e le scuole di Interpretariato e traduzione di Tunisi. Opportunità che completano un'offerta formativa che permette una reale e facilitato ingresso nel mondo del lavoro.

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