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L'intervento

Mafia, il presidente della Corte d'appello: "L'arresto di Messina Denaro apre scenari inesplorati"

Matteo Frasca, nella relazione per l'apertura dell'anno giudiziario, avverte: "La inquietante rete di protezione a diversi livelli di cui ha beneficiato il latitante, senza la quale non avrebbe potuto sottrarsi per così lungo tempo alla cattura, pone seri interrogativi"

E' "un momento di grande importanza sia perché probabilmente completa la lunga e difficile operazione di smantellamento della componente stragista dell'organizzazione, sia perché apre prospettive investigative notevolmente straordinarie che l'azione corale delle istituzioni potrà valorizzare in direzione di ambizioni diversi da quelli strettamente connessi con il latitante". Lo scrive il presidente della Corte d'appello di Palermo, Matteo Frasca, nella relazione per l'apertura dell'anno giudiziario.

"La inquietante rete di protezione a diversi livelli di cui ha beneficiato il latitante, senza la quale non avrebbe potuto sottrarsi per così lungo tempo alla cattura, pone - avverte Frasca - seri interrogativi e apre scenari per certi versi inesplorati sul grado di penetrazione di Cosa Nostra nel tessuto sociale e istituzionale".

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Matteo Messina Denaro - lo hanno dimostrato più inchieste, ma anche una nota riservatissima del Ros relativa ad un incontro del 22 maggio del 2012 - essere stato sempre, o quasi, in contatto con l'Agrigentino.  Sia per interessi che per "disponibilità" di contatti e uomini. La leadership Messina Denaro - anche in provincia di Agrigento - è stata confermata, di recente, dall'operazione antimafia "Xydi", in cui lo stesso boss è stato destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.  

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"Scaldano il cuore - si legge nel documento del presidente della Corte d'appello di Palermo, Matteo Frasca - le manifestazioni di giubilo di quei cittadini che hanno espresso soddisfazione e apprezzamento per l'operato dei carabinieri, così come fanno ben sperare le iniziative, soprattutto di giovani e di bambini". "Peraltro, è triste constatare che, accanto a queste manifestazioni che richiamano il 'fresco profumo di libertà' di cui parlava Paolo Borsellino, persistano ancora sacche più o meno ampie di indifferenza e disinteresse, se non quando di dissenso, che impongono di non indulgere a facili e pericolosi trionfalismi".

"Raggiungere la verità - aggiunge Frasca - è un diritto dei familiari delle vittime e della comunità ed è un dovere delle istituzioni". 
 

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