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Sperimentazione e tradizioni / Centro città

Coniugare pizza e slow food, la nuova "sfida" di Paolo Patti

Alimenti dop del territorio diventano protagonisti a tavola: il pizzaiolo di Favara ha stipulato accordi commerciali con due aziende di Castrofilippo e Cammarata che rischiavano di scomparire

Coniugare materie prime riconosciute come presidi Slow Food e un alimento di “massa” come la pizza. E’ questa la sfida dalla pizzeria favarese “Melamangio da Paolo”, di Paolo Patti, che ha avviato una nuova collaborazione con due aziende del territorio che da anni sono impegnate nel tutelare e valorizzare prodotti che altrimenti rischiavano di scomparire.

Nei giorni scorsi, Patti ha infatti sottoscritto due accordi commerciali con “Chedduci”, azienda di Castrofilippo che si occupa della coltivazione e la trasformazione della cipolla “Paglina” e con il “Caseificio Mangiapane” di Cammarata, che produce formaggi con latte di vacca modicana. Entrambi, appunto, presidi Slow Food, che saranno adesso inseriti in un nuovo menù che unisce sperimentazione e tradizione.

“L’idea che stiamo portando avanti – dice Patti – è quella di rendere ‘nobile’ un prodotto popolare come la pizza, consentendo allo stesso tempo agli abitanti di questa provincia di conoscere delle materie prime straordinarie e il lavoro di queste aziende, che con sacrificio e determinazione stanno salvando prodotti di eccellenza che devono restare parte della nostra storia. Ci ha sorpreso sapere che siamo tra le realtà della ristorazione che lo fanno, perché si tratta di prodotti eccezionali sia come gusto che come valori nutrizionali. Valorizzeremo questi presidi in alcune pizze che abbiamo inserito nel nostro nuovo menù, così come a breve stipuleremo nuovi accordi con altre aziende della provincia”.

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