Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Business delle slot machine e il tentativo di condizionare politica e amministrazioni: ecco i nuovi passi di Cosa Nostra

Dalla relazione sul secondo semestre del 2018, consegnata dalla Direzione investigativa antimafia, emerge la significativa capacità d’infiltrazione e di condizionamento del tessuto economico, sociale e amministrativo delle consorterie

(foto ARCHIVIO)

"Il business delle scommesse e del gioco automatizzato si conferma come una delle principali fonti di reddito per le locali consorterie mafiose. Un affare realizzato attraverso l’imposizione e la gestione di slot machine all’interno di esercizi commerciali, l’acquisizione e l’intestazione a prestanome di sale da gioco, o attraverso l’infiltrazione nelle società concessionarie e di gestione. Di particolare interesse appaiono anche gli affari correlati all’accoglienza dei migranti, con particolare riferimento alle diverse fasi dell’allocazione, dell’erogazione del vitto e del trasferimento. Al momento non risultano evidenze
in merito ad un diretto coinvolgimento di Cosa nostra nel traffico degli esseri umani". Lo scrive - parlando di "una notevole potenzialità criminale, grazie ad un pregnante controllo del territorio e ad una significativa capacità d’infiltrazione e di condizionamento del tessuto economico, sociale e amministrativo da parte di Cosa Nostra" - la Direzione investigativa antimafia di Agrigento in quella che è la seconda relazione semestrale per l'anno 2018. "Nella provincia, settori particolarmente esposti al rischio d’infiltrazione mafiosa sono anche quelli dell’agricoltura e dell’agroalimentare, delle energie da fonti rinnovabili, nonché quelli collegati alle emergenze ambientali, come ad esempio il ciclo dei rifiuti" - aggiunge la Dia - .

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Tenta di orientare l'azione amministrativa

Ma "Cosa Nostra agrigentina continua a condizionare anche l’attività politico–amministrativa cercando sempre più di controllare o orientare l’azione amministrativa degli enti territoriali in modo funzionale alle logiche del potere mafioso. Ne consegue che l’azione delle amministrazioni locali è sempre particolarmente esposta al concreto pericolo di condizionamento mafioso, attraverso pressioni e azioni che sono esercitate in più fasi sia sul corpo elettorale che sugli stessi amministratori - prosegue l'analisi - .  Il corpo elettorale si trova, infatti, a dover fronteggiare le 'lusinghe' delle consorterie mafiose al fine di condizionarne il voto e di imporre candidati collusi; gli amministratori locali sono poi esposti al tradizionale potere intimidatorio mafioso, sempre più associato o sostituito, almeno in parte, dalla corruttela. Il tutto per ottenere una ampia gamma di 'favori', come l’affidamento di lavori e di servizi, l’aggiudicazione di appalti, la concessione di autorizzazioni, di licenze, di varianti urbanistiche, l’omissione di controlli, il conferimento di incarichi vari e assunzioni di vario genere. E’ evidente come tali attività risultino funzionali, oltre che ad ottenere illeciti profitti, anche a mantenere un vasto sistema clientelare". La Dia di Agrigento ha segnalato "episodi di ricorso ad affidamenti diretti di lavori e servizi, da parte degli enti pubblici, giustificati spesso da pretestuose motivazioni di necessità e di urgenza, che impongono procedure di affidamento diretto e non negoziato, che consentono di eludere le rigorose procedure concorsuali". 

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La crisi economica è terreno fertile 

La crisi economica, le carenze strutturali e organizzative -  "anche con riferimento alle inefficienze nei servizi pubblici essenziali, quali quelli dell’erogazione dell’acqua e della gestione dei rifiuti", scrive la Dia di Agrigento - rappresentano il fertile terreno su cui Cosa Nostra Agrigentina si muove. E "la presenza del fenomeno mafioso determina, tra l’altro, condizioni di monopolio in alcuni settori imprenditoriali, il controllo illecito della manodopera e in generale la distorsione delle regole della concorrenza. Un importante settore economico, di interesse per la criminalità organizzata, è - scrive la Dia - quello delle energie alternative, che si aggiunge alle tradizionali attività del movimento terra, della produzione di calcestruzzo e del cemento, dell’agricoltura e della distribuzione alimentare. La provincia di Agrigento risulta la seconda dell’isola per numero di installazioni ed energia prodotta, preceduta solo dalla provincia di Catania". 

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