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"Testimone comprata con 200 euro", dopo sei anni la svolta: ritratta l'imputato di favoreggiamento all'ex sindaco

Il cinquantottenne Carmelo Malfitano, condannato a un anno di reclusione, cambia versione: il suo interrogatorio in Procura approda al processo di appello

L'ex sindaco Angelo Balsamo

C'è un colpo di scena, una svolta improvvisa al processo di appello a carico, fra gli altri, dell'ex sindaco di Licata Angelo Balsamo, imputato nella qualità di avvocato, professione che esercita da tanti anni, per cui è già stata chiesta la condanna per falsa testimonianza, corruzione in atti giudiziari e calunnia.

Il sostituto procuratore generale Caterina Bartolozzi ha depositato un verbale di interrogatorio reso da uno degli imputati - il cinquantottenne Carmelo Malfitano -, imputato di favoreggiamento nei confronti dello stesso Balsamo. Il verbale, sottoscritto il 27 luglio davanti al procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella, farebbe luce su alcuni aspetti della vicenda - in particolare sull'accusa di corruzione, esclusa dai giudici di primo grado - che, fino ad oggi, erano rimasti oscuri. 

La condanna chiesta per Balsamo è il doppio - 5 anni - rispetto a quella inflitta il 16 novembre del 2016 dai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento. Balsamo, 63 anni, arrestato il 13 gennaio del 2014, quando era sindaco di Licata, è accusato di avere truccato una testimonianza per fare vincere una causa a una cliente. Tre anni e sei mesi, invece, erano stati inflitti a Francesca Bonsignore, 59 anni, che sarebbe stata ingaggiata con 200 euro per mentire in udienza raccontando una falsa versione dei fatti per fare vincere la causa, legata a una richiesta di risarcimento dopo un incidente stradale, alla cliente di Balsamo che chiedeva i danni per un incidente nel quale era rimasto coinvolto il figlio.

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Chiesta, inoltre, la conferma della condanna a un anno di reclusione per lo stesso Malfitano, accusato di favoreggiamento perché avrebbe tentato di intervenire con la cliente di Balsamo, Mary Ann Casaccio, 45 anni (difesa dall’avvocato Leonardo Marino), per sanare un contrasto col suo legale. Il 29 ottobre si torna in aula ma i tempi del verdetto, alla luce della novità, sono destinati ad allungarsi. 

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