Giovedì, 18 Luglio 2024
Licata Licata

Il sequestro del porto turistico, Geraci: "Dimostrerò la mia correttezza"

L'imprenditore, accusato di avere sottratto 7 milioni di euro al Comune grazie alla complicità con il dirigente dell'Utc, si difende

"Il decreto di sequestro preventivo è privo di qualsiasi fondamento giuridico. Contrariamente a quanto asserito dalla Procura di Agrigento si smentisce fermamente la sussistenza di alcun contesto di opacità e di illeciti amministrativi”. 

L'imprenditore Luigi Geraci, nei cui confronti è stato chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di avere sottratto sette milioni di oneri concessori alle casse del Comune di Licata con la complicità del dirigente dell'Utc Vincenzo Ortega, si difende con una lunga nota e replica a quanto illustrato dal procuratore Luigi Patronaggio e dal pm Alessandra Russo in occasione della conferenza stampa in cui sono stati illustrati anche i dettagli dell'indagine che ha portato al sequestro del porto.

Il sequestro del porto turistico, Patronaggio: "E' stato un grave danno per la collettività"

"La società - scrive Geraci in una nota diffusa dal suo legale Girolamo Rubino - ha operato sempre nel pieno rispetto della legge, realizzando esclusivamente a proprie spese e senza alcun contributo pubblico le opere e le infrastrutture che sono sotto gli occhi di tutti e nella piena fruizione dell’intera collettività. A dimostrazione di quanto affermato, la società Marina di Cala del sole ha promosso nei confronti dell’Amministrazione regionale le dovute azioni legali sia dinanzi alla giustizia amministrativa che dinanzi a quella civile al fine di ottenere l’annullamento del provvedimento di decadenza della concessione demaniale, nonché per ottenere il corretto conteggio dei canoni concessori".

"Sottratti al Comune oltre 7 milioni di euro", chiesti due rinvii a giudizio

Geraci aggiunge: "Inoltre risulta del tutto erronea l’asserzione secondo cui la società non avrebbe pagato gli oneri di urbanizzazione, se solo si considerano le ingenti opere pubbliche che, lo si ribadisce, sono state realizzate interamente a cura e spese del titolare della concessione, e che devono necessariamente essere scomputate (detratte) nel calcolo di tali somme. Si chiarisce inoltre che la concessione demaniale che legittima la società alla fruizione dell’area su cui sorge il porto turistico non è decaduta, in quanto il precedente provvedimento di concessione è stato sostituito dal verbale redatto in una conferenza di servizi, che legittima ed autorizza in pieno sia la titolarità e la piena disponibilità dell’area demaniale, sia l’ampliamento della chiesa e della piscina".

Geraci, inoltre, annuncia che proporrà ricorso al tribunale del riesame con cui si dimostrerà "l’illegittimità e l’erroneità del provvedimento di sequestro. Dimostreremo in giudizio di avere agito nel pieno rispetto delle norme vigenti, e - annuncia - chiederemo il risarcimento dei danni arrecati all’immagine della società".

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