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"Fingono di vendere due auto a una concessionaria e spariscono con i soldi": due indagati

Il titolare di una nota rivendita cittadina sarebbe stato raggirato dopo avere visto l'annuncio sul sito subito.it: sventato un secondo tentativo di frode per via di alcuni sospetti sul chilometraggio

Acquista un'auto dopo avere letto un annuncio sul sito internet subito.it e il venditore virtuale sparisce con l'acconto di 2.500 euro. Poco dopo il fantomatico collega, titolare di una rivendita, gli propone l'acquisto di un'altra vettura ma dimentica che il chilometraggio indicato nell'annuncio era diverso rispetto a quanto comunicato al telefono e l'interlocutore si insospettisce facendo saltare l'"affare".

Vittima della truffa il titolare di una nota concessionaria di auto di Agrigento. La procura della Repubblica di Agrigento, conclusa l'attività di indagine, ha ha fatto notificare l'avviso di fine inchiesta nei confronti di Giovanni Simone, 59 anni e Luigi Giannatempo, 58 anni; entrambi residenti a Cerignola, in provincia di Foggia.

Le ipotesi di reato contestate dal pubblico ministero Paola Vetro sono di truffa e tentata truffa. La vicenda risale al febbraio del 2021. Simone, secondo la ricostruzione dell'episodio, avrebbe pubblicato sul sito subito.it un annuncio riguardante la vendita di una Fiat Cinquecento L, indicando il numero telefonico di Giannatempo. La trattativa lampo porta alla vendita dell'auto per 2.500 euro, ovvero con uno sconto di 500 euro rispetto all'annuncio, pagati con un bonifico su una carta PostePay intestata allo stesso Simone che, dopo essersi accertato di avere ricevuto i soldi, si sarebbe reso irreperibile.

Un altro tentativo di truffa contestato ai due indagati, come nel primo caso in concorso con altre persone non identificate, è relativo all'offerta di vendita di un'altra vettura, una Fiat Panda, che - tuttavia - sarebbe stata proposta con insistenza, dopo avere appreso che l'interlocutore al telefono era un concessionario di auto e fingendosi un collega, indicando un chilometraggio inferiore rispetto a quanto scritto nell'annuncio e, quindi, non convincendo il commerciante.

Con l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, i difensori - gli avvocati Gianfranco Pilato e Grazia Maria Minnella - avranno venti giorni di tempo per provare a convincere i pm a non chiedere il rinvio a giudizio attraverso un interrogatorio degli indagati, sollecitando ulteriori atti di indagine o producendo memorie e altri documenti.  

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