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Cronaca

"Esami fatti con reagenti scaduti e nessuna registrazione dei trattamenti con prodotti radioattivi": l'Asp parte civile contro laboratorio

I primo grado sono scattate condanne a otto mesi di reclusione e l'obbligo di risarcimento all'Azienda sanitaria

Avrebbero usato prodotti in vitro scaduti per effettuare esami diagnostici per conto dell'Asp di Agrigento e avrebbero omesso di registrare le indagini realizzate su pazienti con il ricorso a radiazioni ionizzanti, l'Azienda è parte civile contro un laboratorio d'analisi.

I fatti risalgono al 2020, quando venne chiesto il rinvio a giudizio dei vertici di una struttura convenzionata con il servizio sanitario nazionale. L'accusa, a vario titolo, era di frode in pubbliche forniture in concorso e mancato rispetto delle normative che sono preposte al trattamento con radiazioni. Questo, secondo l'accusa, per più anni di seguito.

Una vicenda nella quale l'Asp è parte offesa e che ha già avuto un primo esito: nel febbraio del 2023 due dei tre imputati sono stati condannati a otto mesi di reclusione, mille euro di multa, pagamento delle spese legali e di un risarcimento all'Asp ancora da quantificare, anche se hanno goduto delle attenuanti generiche. Assolto il terzo imputato perché, ha stabilito il giudice, quanto commesso non era più previsto come reato.

Il decorso legale della vicenda, tuttavia, non è concluso: i condannati hanno infatti presentato ricorso in Appello per impugnare la sentenza di condanna.

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