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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Polizia / Canicattì

Da Barletta e Trani a Canicattì per fare combattere i pit-bull e per scommettere: ecco tutti i retroscena del blitz

Venticinque le persone denunciate, fra cui due minorenni (di Canicattì e Gela). Solo quattro sono risultati essere residenti nella città dell'uva Italia, gli altri erano tutti di Gela, Palermo, Catania e della Puglia. Sei i cani "guerrieri" salvati da morte sicura: uno dei quali era stato microchippato a Bari

Dalla Puglia, Barletta e Trani nello specifico, a Canicattì per assistere agli illegali combattimenti fra cani, scommettendo del denaro: con puntate base da 50 euro. Ma anche per portare dei pit-bull "guerrieri" visto che uno dei sei cani sequestrati arrivava proprio da Barletta. Sabato sera, i poliziotti del commissariato di Canicattì, con in testa il dirigente: il commissario capo Francesco Sammartino, hanno effettuato - dopo ore ed ore di appostamenti e dopo aver circondato ogni possibile via di fuga - un blitz in contrada Garziano. Venticinque le persone denunciate, fra cui due minorenni (di Canicattì e Gela), di solo 4 di Canicattì e gli altri tutti di Gela, Palermo, Catania, Trani e Barletta.

Scommesse clandestine su combattimenti fra cani: 25 denunciati alla Procura

L'elicottero della polizia, il reparto Volo di Palermo, ha filmato non soltanto il momento dell'irruzione dei 30 poliziotti, ma anche uno dei combattimenti fra pit-bull. "Quando abbiamo bloccato le 25 persone, due delle quali minorenni, i cani continuavano a lottare fra di loro e non è stato semplice riuscire a staccarli - ha spiegato, durante la conferenza stampa tenuta in Questura, il commissario capo Francesco Sammartino - . Uno dei due cani era gravemente ferito. Erano previsti tre incontri e non potevamo permettere che questi cani si facessero ancora del male o morissero. Erano cani destinati alla morte". I poliziotti hanno sequestrato oltre a 5.800 euro, tutti divisi in banconote da 50 euro, di fatto pronti per le scommesse, migliaia di farmaci e siringhe. "Abbiamo contestato anche il reato di esercizio arbitrario dell'attività veterinaria - ha aggiunto il commissario capo Sammartino - . Tutte queste persone sono andate sul posto sapendo che uno o tutti e sei i cani sarebbero morti, quindi erano attrezzatissimi per qualsiasi tipo di evento, anche per la soppressione". A chi teneva i soldi, per le scommesse sul primo combattimento, i poliziotti hanno trovato 1.200 euro. "Ognuno era libero di scommettere la cifra che voleva" - ha spiegato il dirigente del commissariato di Canicattì - .  

L'INTERVISTA. Il commissario capo Sammartino: "Lo Stato c'è e non si tira indietro”

L'appostamento dei poliziotti è iniziato dalle prime luci dell'alba, monitorando l'ingresso delle persone in questa area di campagna. I gruppi - provenienti anche da altre regioni e da altre province - sono iniziati ad arrivare dalle 10 circa.

"Combattimenti tra cani in una villa privata", fra i denunciati anche palermitani, gelesi e pugliesi

Dei sei cani solo due sono microchippati: uno a Bari e l'altro a Canicattì. 

pitbull combattimenti canicatti-2

"Abbiamo dimostrato alla criminalità organizzata e diffusa che lo Stato è presente. Noi siamo degli 'artigiani' con degli strumenti ben precisi, ma questi strumenti giuridici, noi, la Procura e il sindaco sappiamo utilizzarli. Non ci tireremo mai indietro e continueremo, giorno per giorno, a combattere questo tipo di criminalità perché dove girano i soldi, gira anche qualcos'altro - ha commentato il commissario capo Francesco Sammartino - . Voglio sottolineare che non ho gestito risorse umane, ma eccellenze umane: 30 poliziotti che hanno rischiato grosso, ma che non si sono tirati indietro nel fare l'irruzione". Accanto agli agenti del commissariato di Canicattì c'erano infatti anche i colleghi della Squadra Mobile della Questura e quelli di altri commissariati della provincia, nonché il reparto Volo di Palermo e il reparto Prevenzione crimine di Palermo. "Noi abbiamo dimostrato che ci siamo e ci saremo per il futuro" - ha sottolineato il commissario capo - .   

L'organizzatore e promotore - secondo quanto è emerso dall'inchiesta sviluppata dai poliziotti e del pm Cecilia Baravelli - è un canicattinese, già noto alle forze dell'ordine, trentacinquenne nullafacente. Sequestrate ad un pugliese - che non ha voluto dare spiegazioni al riguardo - anche due cartucce di una semiautomatica: 6,35. Pistola che non è stata però trovata.  

Non è stata contestata l'associazione per delinquere, ma non è detto che non avvenga nei prossimi giorni. E se dal caso, il fascicolo passerebbe in mano alla Dda di Palermo. Dipenderà tutto, naturalmente, dall'analisi dei telefonini e del materiale sequestrato.  

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