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La presa di posizione

La stretta della Questura sulla festa di San Calogero, i Volontari di strada: “Uno scippo”

La presidente Anna Marino: “Cancellati secoli di storia e tradizione, non ricordo episodi che abbiano giustificato tutto ciò”

"L'Associazione ETS Volontari di Strada di Agrigento, interpretando i genuini, sinceri e veri sentimenti popolari, esprime forte perplessità e assoluta contrarietà alle nuove disposizioni imposte all'edizione 2023 dei Festeggiamenti in onore di  San Calogero, che di fatto ne snaturano il significato mistico, leggendario e di profonda fede cristiana che costituiscono il fulcro della tradizione della Festa". Lo dice, comunicando una dura presa di posizione con una nota, la presidente Anna Marino.

Marino aggiunge: "I Volontari di Strada, come si sa, da un ventennio operano a strettissimo contatto con le fasce socialmente ed economicamente più deboli della popolazione agrigentina ed in tal senso hanno raccolto, in questi giorni, una sorta di "grido di dolore" per le prescrizioni che hanno alterato, quasi alla radice, il reale valore di quella che per gli agrigentini rappresenta la festa più attesa dell'anno". 

Secondo la presidente dei Volontari "baciare il Santo, salire sul fercolo sin quasi a "parlargli", ringraziarlo per le grazie ricevute, sostare per ore sotto il sole cocente lungo la scalinata per attendere l'uscita, benedire, lanciare e distribuire i classici "muffuletti", rappresentano non solo semplici emozioni e gocce di gioia, ma anche la testimonianza di una profonda ed assoluta devozione verso il monaco Calogero".

Anna Marino sottolinea che "per due edizioni, quelle del 2021 e del 2022, i fedeli agrigentini non hanno potuto godere appieno, causa la pandemia, dei momenti più suggestivi della Festa, rispettando le disposizioni di legge. Ma oggi, ad emergenza sanitaria ormai superata - aggiunge -, imporre prescrizioni e disposizioni attorno ad una festa che mescola fede, religione ed anche paganesimo, appare uno "scippo", uno sfregio alla identità culturale e popolare di noi agrigentini".

Prosegue la lunga lettera aperta: "D'altronde, i "veri" custodi e difensori di San Calogero, gli unici garanti della sicurezza nelle due domeniche della festa, legate all'uscita e al rientro del Santo Nero, sono proprio gli agrigentini, attraverso i "portatori". A testimonianza di ciò, il fatto che non si ricordano gravi episodi tali da dovere giustificare e determinare l'emanazione di prescrizioni e disposizioni che cancellano secoli e secoli di storia e tradizione".

"Le tradizioni non si toccano - sottolinea la presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino - perché sono le nostre radici, sono un patrimonio importantissimo per le generazioni, sono la nostra identità, la nostra cultura, il nostro sangue. Le celebrazioni di San Calogero non vanno stravolte. Le nostre tradizioni vanno rispettate: un popolo senza tradizioni è un popolo senza memoria e senza un'anima" - conclude Marino.

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