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Sabato, 22 Giugno 2024
L'inchiesta / Canicattì

Prestava denaro e pretendeva interessi pari al 112%, arrestato 45enne che ha soggiogato e terrorizzato le vittime d'usura

Malgrado il "muro" di omertà, dovuto al "clima" di paura, investigatori e inquirenti sono riusciti a "raccogliere molteplici evidenze investigative, avvalorate da elementi oggettivi davanti i quali le stesse vittime sono state spinte a denunciare quanto subito"

Prestava denaro e pretendeva, a titolo di interessi, circa il 112 per cento mensili. 

La polizia ha arrestato, per usura ed estorsione, un canicattinese, Giuseppe Canta, di 45 anni, percettore di reddito di cittadinanza. E lo ha fatto in esecuzione di un'ordinanza siglata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento. L'indagato è stato posto ai domiciliari ed è in attesa dell'installazione del braccialetto elettronico. Ad occuparsi dell'inchiesta - che non è stata per niente semplice visto l'iniziale ritrosia delle vittime a collaborare - è stata la quarta sezione della Squadra Mobile che è diretta dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi, con il coordinamento del procuratore reggente Salvatore Vella. 

Malgrado il "muro" di omertà, dovuto al "clima" di paura, investigatori e inquirenti sono riusciti a "raccogliere molteplici evidenze investigative, avvalorate da elementi oggettivi davanti i quali le stesse vittime sono state spinte a denunciare quanto subito" - è stato ricostruito stamani dalla Questura - . 

Dalle indagini è emerso che "dal dicembre 2022, C. G. avrebbe concesso somme di denaro a titolo di prestito personale, pretendendo dalle proprie vittime la restituzione, oltre che della somma iniziale, di soldi a titolo di interessi, ed altri vantaggi usurari, pari a circa il 112% mensili - prosegue la ricostruzione - . L 'indagato avrebbe terrorizzato e soggiogato le proprie vittime a tal punto da sottrarre a una di loro la carta bancomat con la quale avrebbe prelevato in autonomia le cifre pretese a titolo di restituzione del prestito originariamente concesso, con prelievi sproporzionati rispetto a quanto dato".

Con la misura cautelare, chiesta dalla Procura e firmata dal gip, è stata anche disposta la sospensione del reddito di cittadinanza. Durante l'esecuzione della misura sono stati sequestrati all’arrestato denaro e documentazione che potrebbero essere pertinenti alle condotte contestate.

La storia 

Una famiglia di Canicattì avrebbe chiesto in prestito 650 euro, con la promessa di restituire entro un mese (nel febbraio di quest'anno) 1.300 euro complessive. Cosa che - secondo quanto emerge dalle pagine dell'ordinanza - sarebbe stata fatta. Ma non è servita a fermare le presunte pretese estorsive, accompagnate da minacce. Lo scorso 1 giugno, l’indagato si sarebbe fatto consegnare il bancomat e avrebbe prelevato mille euro in autonomia. Dai prestati 650 euro, secondo l'accusa, l'indagato sarebbe riuscito ad incassare quasi 4 mila euro.

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