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Massacrato a morte con la zappa, i carabinieri: "Denunce reciproche per aggressioni"

Emergono dettagli e retroscena al processo, in corso davanti alla Corte di assise presieduta da Alfonso Malato, nei confronti di Anisoara Lupascu, 39 anni, accusata insieme al marito Vasile Lupascu, 44 anni, e al loro figlio Vladut Vasile Lupascu, 19 anni, di avere ucciso l’agricoltore Pinau Constantin

Vittima e imputati si erano denunciati a vicenda per aggressioni e percosse. Se Pinau Constantin non fosse stato ucciso, sarebbe comparso in aula in un processo nella veste di imputato sulla base delle denunce del suo presunto omicida. Emergono dettagli e retroscena al processo, in corso davanti alla Corte di assise presieduta da Alfonso Malato, nei confronti di Anisoara Lupascu, 39 anni, accusata insieme al marito Vasile Lupascu, 44 anni, e al loro figlio Vladut Vasile Lupascu, 19 anni, di avere ucciso, lo scorso 8 luglio, a Naro, l’agricoltore Pinau Constantin, 37 anni, massacrato a colpi di zappa e bastone e di avere ferito la moglie.

Bracciante agricolo massacrato con la zappa da un'intera famiglia, al via il processo

La donna (difesa dall’avvocato Diego Giarratana) è l’unica che, dopo la decisione del gip di disporre il giudizio immediato, ha scelto la strada del dibattimento. Ieri, altri due carabinieri, citati dal pubblico ministero Antonella Pandolfi, hanno raccontato le prime battute dell’indagine. Si tratta degli appuntati Luca Cupani e Salvatore Modena. Quest’ultimo ha raccontato di essere andato sul luogo dell’aggressione e di avere notato Costantin “a terra sanguinante. Alcuni familiari cercavano di sorreggerlo nell’attesa che arrivasse l’ambulanza”.

I carabinieri ricostruiscono: "Dopo l'omicidio si rischio il linciaggio in ospedale" 

Non è neppure chiaro se il trentasettenne fosse già morto prima dell’arrivo dei soccorsi. Il carabiniere ha aggiunto: “Per terra, poco distanti, sono stati trovati un bastone rotto e un coltello”. L’altro carabiniere, invece, è stato inviato dai suoi superiori all’ospedale di Caltanissetta dove i due uomini che avrebbero massacrato l’agricoltore erano andati a farsi medicare i traumi che la vittima, insieme alla moglie, rimasta gravemente ferita ma salva, sarebbero riusciti a procurargli nel tentativo di difesa durante l’agguato. L’intera famiglia, per un contrasto mai messo del tutto a fuoco, si sarebbe appostata vicino l'abitazione di Pinau Constantin, aggredendolo a colpi di zappa e uccidendolo. Ieri sia l’avvocato di parte civile Giovanni Salvaggio (che insieme ai colleghi Giuseppe Riso e Francesco Scopelliti difende i familiari della vittima) che l’avvocato Giarratana, che assiste l’imputata, hanno fatto emergere i contrasti fra i due nuclei familiari attraverso una serie di denunce reciproche. 

IL VIDEO. Omicidio a Naro, in manette un'intera famiglia 

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