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Domenica, 29 Maggio 2022
Mafia

Cosa Nostra si impone ancora con le estorsioni, aumentate del 78 per cento le denunce

Secondo i dati che emergono dalla relazione semestrale della Dia, nell'Agrigentino non si è più così inclini ad accettare vessazioni, minacce, intimidazioni e danneggiamenti rimanendo a testa bassa e in silenzio

Non si è più così inclini - nell'Agrigentino - ad accettare estorsioni, minacce e danneggiamenti rimanendo a testa bassa e in silenzio. Secondo quanto emerge dalla relazione del ministro dell’Interno al Parlamento - sull’attività svolta e i risultati conseguiti dalla Direzione investigativa antimafia nel secondo semestre del 2017 - nell'Agrigentino sono aumentate le denunce di episodi di estorsione. E l'aumento è stato vertiginoso: più 78 per cento rispetto al precedente semestre. Sono lievitati del 20 per cento invece i casi di minaccia - oltre 400 - in provincia. Ed sono in aumento anche i danneggiamenti - oltre 500 episodi - di vigneti e uliveti. Si tratta di dati - evidenzia la Dia di Agrigento, che è coordinata dal vice questore aggiunto Roberto Cilona, - che restano in linea con l’andamento registrato nel quinquennio.

Appalti, droga e gioco d'azzardo: Cosa Nostra si sta riorganizzando 

Non mancano - sono anzi praticamente all'ordine del giorno - i danneggiamenti seguiti da incendio. Casi che vengono considerati significativi "reati-spia" perché idonei ad offrire elementi interessanti sulle dinamiche evolutive delle famiglie e dei mandamenti di Cosa Nostra.

Le estorsioni, tradizionalmente precedute da minacce, intimidazioni e danneggiamenti, colpiscono imprenditori e operatori commerciali dei settori più diversi. A causa di una cronica carenza di liquidità, le estorsioni sono indirizzate anche e sempre più verso piccoli imprenditori e commercianti al minuto. E' allarmante però - ed è stato sottolineato dalla Direzione investigativa antimafia Agrigentina - il fatto che vi siano, e forse sono anche in crescita, "imprenditori compiacenti che mettono a disposizione dell’organizzazione mafiosa la propria impresa, con
i relativi requisiti economici e tecnici, al fine di turbare gare di appalto, o prestandosi a partecipare in A.T.I. (associazione temporanea di impresa ndr.) per conto di Cosa Nostra.

La mafia sotto la lente della Dia, pubblicata la relazione semestrale

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