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Liborio Militello

Liborio Militello

Militello al riesame: "Accuse del pentito Quaranta sono evanescenti, non è mafioso"

La difesa del presunto braccio destro del boss Antonio Massimino chiede la scarcerazione: "Non prendeva ordini da nessuno, provvedimento poco motivato"

"Liborio Militello non è mafioso, non prende mai ordini da Antonio Massimino. Gli indizi a suo carico sono carenti e il provvedimento è poco motivato": la difesa del cinquantunenne, presunto braccio destro del capomafia, personaggio chiave della maxi operazione antimafia "Kerkent", chiede la scarcerazione al riesame.

Il pentito Quaranta accusa: "Militello? Estorsore di professione"

I difensori, gli avvocati Giovanni Castronovo e Chiara Proietto, hanno discusso il ricorso al tribunale della libertà chiedendo l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita lo scorso 4 marzo della Dia e firmata dal gip di Palermo. Militello, già condannato per tentata estorsione mafiosa in un'inchiesta nella quale è stato coinvolto lo stesso Massimino che, però, è stato assolto, è accusato di associazione mafiosa.

Estorsioni mafiose a imprenditori, 4 anni a Militello: assolto Massimino

Militello, in particolare, avrebbe rivestito il "ruolo di componente della famiglia mafiosa di Agrigento-Villaseta, operando in particolare sotto la direzione di Antonio Massimino, quale suo uomo di fiducia incaricato della materiale commissione di attività illecite funzionali ad assicurare alla consorteria il controllo del territorio e delle attività produttive nonché assicurando il collegamento con esponenti di altre famiglie mafiose".

"Dalle indagini, in realtà, non emergono mai - ha replicato questa mattina la difesa - elementi a suo carico così forti. Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta non sono così precise, mancano i riscontri e, comunque, lo accusa solo di estorsione e non di associazione mafiosa. Non ci sono mai passaggi chiari dai quali si evince che Massimino gli dia ordini". I difensori, infine, hanno chiesto l'annullamento sotto un profilo formale sostenendo che "il provvedimento restrittivo è scarsamente motivato e si limita a riportare la richiesta del gip senza un'adeguata motivazione autonoma". 

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