Martedì, 16 Luglio 2024
L'udienza preliminare

Spaccio di cocaina e hashish in mezza provincia: in 13 dal gup

Trenta gli episodi contestati avvenuti tra l’agosto e l’ottobre del 2018: gli indagati avrebbero comunicato fra loro usando nomi in codice

Un nuovo rinvio per un impedimento di alcuni difensori impegnati contestualmente nel procedimento antimafia "Condor": l’inchiesta che ipotizza uno smercio di droga, prevalentemente cocaina e hashish, ad Agrigento, Canicattì, Favara e Racalmuto, approda in aula per l'udienza preliminare ma il gup Micaela Raimondo, per la seconda volta, ha dovuto rinviare. Il prossimo passaggio in aula è stato fissato per il 25 ottobre.

Si contestano circa 30 episodi di spaccio avvenuti tra l’agosto e l’ottobre del 2018. E nello stesso periodo, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati commessi atti incendiari a scopo di intimidazione. Secondo le indagini, inoltre, i presunti pusher comunicavano con gli acquirenti attraverso messaggi in codice, con frasi come “red bull”, “pony bianco”, “coniglio cucinato”, “bottiglie di vino”.

Sotto accusa: Gaspare Volpe, 63 anni di Favara; Cristian Schifano, 31 anni di Favara; Emilio Nobile, 27 anni di Favara; Giovanni Sanfilippo, 35 anni di Favara; Calogero Salvaggio, 53 anni di Favara; Salvatore Tinaglia, 50 anni di Favara; Calogero Bosco, 38 anni di Favara; Giuseppe Sperlinga, 38 anni di Canicattì; Renata Madalina Geambasu, 26 anni residente a Canicattì; Ignazio Agrò, 63 anni di Racalmuto; Petronela Buliga, 30 anni residente ad Agrigento; Davide Licata, 36 anni di Racalmuto; Ignazio Sicilia, 47 anni di Favara, di recente arrestato nell'operazione antimafia Condor. 

Le indagini, oltre a disarticolare un vasto giro di spaccio di droga, avrebbero pure svelato un giro malavitoso nel quale gravitavano alcuni degli imputati. Gli episodi "satellite" dei due incendi sono stati scoperti indagando sul filone principale ovvero sul traffico di sostanze stupefacenti. 
L'inchiesta è stata condotta dal pubblico ministero Gloria Andreoli. All'udienza preliminare i difensori (fra gli altri, gli avvocati Salvatore Cusumano, Giuseppe Barba, Angelo Asaro e Pasquale Vullo) potranno chiedere un rito alternativo come l'abbreviato o il patteggiamento. 

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