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Controlli / Punta Bianca

"Locale senza il permesso della Soprintendenza nel cuore di Punta Bianca": il Comune ordina lo stop ai lavori

La struttura era stata già oggetto di un provvedimento lo scorso anno dopo le denunce di Giuseppe Arnone

Avrebbero realizzato un intero locale in piena zona di tutela senza però ottenere preventivamente il parere della Soprintendenza: scatta divieto di prosecuzione dei lavori che però, verosimilmente, nel frattempo sono già terminati o quasi.

La vicenda, per come la raccontano gli atti è questa.

Il controllo da parte del Comune è scattato il 4 agosto. Il personale del settore V - Vigilianza edilizia si è recato a Drasi per verificare lo stato dei luoghi a seguito della comunicazione, da parte della ditta che ha ottenuto in concessione i terreni, di inizio lavori per la collocazione di "3 prefabbricati tipo container poggiati sul suolo, uno adibito a bar, uno a laboratorio e l'altro ad uso servizi igienici e per avere collocato, altresì, nell'area antistante i predetti prefabbricati, di circa 500 mg, delimitata da paletti in legno conficcati a secco al suolo, vari elementi di arredo quali ombrelloni, tavoli e balle di fieno, a servizio di un'attività stagionale di somministrazione alimenti e bevande", per consentire la fruizione diretta del mare.

Tutto basato su una scia presentata al suap il 18 luglio del 2023, con la quale si annunciava appunto l'inizio dei lavori "di un intervento di edilizia libera per la collocazione di strutture amovibili stagionali a servizio di un'attività stagionale di somministrazione alimenti e bevande, finalizzata alla diretta fruizione del mare". Questo a circa un mese da quando il privato aveva ricevuto uno specifico parere urbanistico, di sottoporre alla Soprintendenza ai Beni culturali i progetti delle opere da realizzare dato che tutto ricadeva in un'area soggetta a vincolo.

"Immobile abusivo costruito a pochi metri dal mare": scatta il sequestro a Punta bianca

Solo il 2 di agosto, però, l'ente regionale comunica la necessità di sottoporre i lavori a preventiva autorizzazione paesaggistica e diffida il privato (che verosimilmente nel frattempo avrà finito o quasi, dato che la stagione estiva è al suo culmine) "ad intraprendere qualsiasi attività, prima dell'ottenimento della relativa autorizzazione paesaggistica".

Il Comune quindi interviene prima con il sopralluogo poi con il provvedimento di sospensione dei lavori, ma non di sequestro degli stessi dato che, appunto, quanto realizzato non é necessariamente abusivo, dovendosi sottoporre il progetto alla Soprintenenza. Il privato quindi è stato diffidato dal continuare le attività (qualora le stesse ancora svolgendo) nelle more di questo eventuale via libera. Tutto alle porte di Ferragosto.

Lo stesso privato, nel marzo scorso, era stato già oggetto di un provvedimento di demolizione giunto, comunque, ampiamente al termine della stagione turistica e balneare, e solo dopo le denunce pubbliche di Giuseppe Arnone. 

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