Sabato, 20 Luglio 2024
Il concerto / Valle dei Templi

“Metti una sera da Gianni Morandi”: sotto la collina dei templi in 3.500 cantano e ballano con l’eterno ragazzo

Carrellata di canzoni vecchie e nuove in una scaletta che ha condensato in 2 ore tutto quello che il cantante bolognese ha espresso in oltre 60 anni di carriera, con l’ironia sull’età che avanza e la volontà di non piegarsi di fronte all’inesorabile avanzare del tempo. Emozionante l’omaggio all’amico fraterno Lucio Dalla con un medley da brividi

“Da eterno ragazzo a eterno riposo è davvero un’attimo”: Gianni Morandi scherza sull’età che avanza e dimostra che il dato anagrafico è solo un numero. Dall’alto dei suoi 78 anni ha dimostrato, ieri sera sul palco del teatro Valle dei templi a Piano San Gregorio, che l’attaccamento alla vita, con la testa prima di tutto, trascina il corpo e tutto il resto. E così, all’esterno, arriva l’energia di un ragazzo che non sente il peso del tempo. 

Concerto da 3.500 spettatori circa, che ha attraversato 60 anni di carriera attraverso una scaletta sapientemente studiata, con la furbizia di rinverdire canzoni che si cantavano 50 o 60 anni fa grazie ad una band capace di rendere tutto attuale, tutto in versione “power” come si usa dire oggi. Le intenzioni di proporre uno spettacolo tutt’altro che retrò si sono percepite già dai titoli di testa” sì perché un maxi schermo in formato cinemascope è stato la coreografia di maggiore impatto, aprendo lo show con una mistura sonora che amalgamava ritornelli che tutti conosciamo a suoni contemporanei, bassi roboanti ed immagini in bianco e nero che rimandano al passato ma con tutta la polvere rimossa.

Poi entra lui in giacca azzurra e t-shirt blu con “L’allegria”, la canzone scritta per lui da Jovanotti: una sorta di sigla di apertura che è stata poi riproposta al termine del concerto. Una scelta ovviamente precisa, come a voler dire “io sono stato tante cose, ma oggi sono questo e sono ancora qui”. Poi, in mezzo, tanta roba come direbbero i giovani: Morandi ha prodotto 600 canzoni in 60 anni di carriera ma è riuscito a mettere dentro ad uno spettacolo di 2 ore tutto quello che “serviva” per deliziare il pubblico, senza tralasciare nulla che potesse indurre lo spettatore a dire: “Però quella non l’ha cantata”.

Il concerto di Gianni Morandi al teatro Valle dei templi

Merito di un programma congegnato ad hoc, non solo grazie agli arrangiamenti di Luca Colombo ma anche ai tempi che in certi momenti hanno “compresso” tantissimi evergreen in pochi minuti con un incalzare di ritornelli che non lasciavano fiato. 

“Se perdo anche te”, “Una vita che ti sogno”, “Varietà” fanno da apripista al primo tormentone: “Occhi di ragazza”. Ed ancora “Anna della porta accanto” e “In amore” (senza Barbara Cola, sostituita da Silvia Olari). 

Quando è arrivato il momento di “Bella signora” Gianni ha pensato di abbandonare il palco per abbracciare letteralmente il suo pubblico facendo il giro della platea. E lì si è davvero scatenato il delirio: buona parte del pubblico ha avuto la possibilità di vederlo a pochi centimetri di distanza, di toccarlo per un attimo: “Voi siciliani avete davvero un calore unico”, ha detto trafelato, appena risalito sul palco. “Mi avete praticamente toccato dappertutto. Anch’io ho toccato qualcosa comunque. Una signora mi ha anche messo un bigliettino in tasca con un numero di telefono. C’è scritto ‘chiamami dopo’. Che terra meravigliosa questa qui. Ho trascorso due giorni straordinari. Sono stato ad Agrigento per la prima volta quando avevo 17 anni. Avete tutto: il sole, i monumenti, il mare, il cibo, i ‘fimmini’”. 

Doveroso l’omaggio all’amico fraterno Lucio Dalla, l’artista al quale Morandi probabilmente deve di più. Ecco quindi il medley con “Vita”, “Futura” e “Caruso” che solletica i ricordi. 

“Vedi quella stella lassù?”, si rivolge emozionato ad una musicista di appena 21 anni della band che suona la tromba. “Ecco, dietro quella stella c’è Lucio che ci sorride. Tu sei molto giovane, lo conosci?”. E lei: “Certo che lo conosco, Lucio Dalla lo conosciamo tutti”. Il dito puntato al cielo, un attimo di commozione e poi il ritorno al presente con tutta la carica di “Evviva”: l’altra canzone, la più recente, del connubio con Jovanotti.

Il resto è un tripudio di successi, uno dopo l’altro e senza tregua: “Un mondo d’amore”, “Canzoni stonate”, “Non son degno di te”, “Il mondo cambierà”, “C’era una ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, “Un milione di piccole tempeste” e il successo sanremese del 2022 “Apri tutte le porte”, ancora frutto del sodalizio con Lorenzo Jovanotti.

Il momento di “Se puoi uscire una domenica con me” è stato l’apripista al medley più atteso, quello che contiene le canzoni che hanno attraversato intere generazioni. E Morandi le ricorda con il suo arrangiatore Luca Colombo: “Erano i tempi dei mangiadischi e dei juke box, quando inserivi la monetina da 50 lire e mettevi una canzone da dedicare ad una ragazzina sperando che ti ricambiasse. E quindi via con “Andavo a 100 all’ora”, “Go kart twist”, “Belinda”, “In ginocchio da te” e “Fatti mandare dalla mamma”, quella che “conoscono a memoria tutti: nonni, zii, parenti, bambini e genitori. La canzone - scherza Morandi - che metteranno al telegiornale quando daranno la notizia della mia dipartita”.

Gran finale con “Uno su mille”, “Scende la pioggia”, “Si può dare di più” con tanto di imitazione di Tozzi e Ruggeri, “Banane e lampone” e di nuovo “Evviva” per i titoli di coda. Davvero non male per un quasi 80enne.

Il Festival il Mito al teatro Valle dei templi, è ormai entrato nel vivo. E di "miti" della musica, questa estate, ne sono passati già due prima di cedere il passo agli altri. Dopo Zucchero e Morandi, infatti, si attendono ora De Gregori, Venditti, Ranieri, i Pooh. Per tutti ci si avvicina al "sold out" confermando i numeri importanti, in termini di presenze, che la struttura di Piano San Gregorio riesce a raggiungere costantemente, ormai da oltre 20 anni.

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