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La sentenza

"Nel centro storico è possibile ricostruire in calcestruzzo": il Tar da torto al Comune

Il ricorso era stato proposto da una donna dopo che il Municipio aveva ordinato la demolizione di un immobile

Aveva iniziato a ricostruire in calcestruzzo la propria abitazione nel cuore del centro storico di Agrigento, dopo un crollo accidentale nel corso di lavori di ristrutturazione, ma il Comune aveva bloccato tutto: adesso il Tar interviene e sblocca i cantieri.

La struttura era collassata nel 2014 e nel 2021 Palazzo dei Giganti aveva approvato il progetto "di fedele ricostruzione dell’immobile crollato, consentendo, tra l’altro, il miglioramento delle strutture portanti da realizzarsi in cemento armato", ritenendo che non fosse necessario parere da parte della Soprintendenza. Il Municipio, però nel corso degli interventi, cambia parere e sospende tutto ritenendo che invece fosse necessario il pronunciamento dell'ente di controllo che nel gennaio 2022 da parere negativo, ritenendo che l’intervento proposto, nella parte in cui prevede una modifica delle strutture portanti dell’edificio, sarebbe risultato in contrasto con l’art. 16 delle norme tecniche di attuazione (N.T.A.) del Piano Particolareggiato del Centro storico del Comune di Agrigento, secondo il quale sarebbe  consentita la demolizione e ricostruzione soltanto “con l’uso di tecnologie analoghe al preesistente”.

Arriva così l'ordine di demolizione che viene impugnato dalla proprietaria dell'immobile con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò. Questi, oltre a contestare la mancata attivazione del contraddittorio procedimentale e le regole che disciplinano il potere di autotutela in tema di titoli edilizi, hanno censurato nel merito il parere della Soprintendenza di Agrigento rilevando come fosse "frutto di una lettura erronea delle disposizioni del piano particolareggiato del Centro storico e che, in ogni caso, le valutazioni della Soprintendenza intimata non avrebbero potuto spingersi sino a valutare aspetti non meramente architettonici (ma strutturali, come nel caso di specie) del progetto".

Il Tar, dopo aver accolto la precedente domanda cautelare, ha poi accolto nel merito il ricorso, "rilevando come il parere della Soprintendenza sia stato reso secondo una lettura errata della previsioni del Piano particolareggiato del Centro Storico e che lo stesso dovesse limitarsi a valutare il solo inserimento del progetto sul contesto circostante, con esclusione di ogni valutazione urbanistica o strutturale", e provvedendo quindi ad annullare gli atti impugnati.

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