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Cronaca

Caso Suv, ecco perché il Ministero ha ritirato il finanziamento di 131mila euro al Comune

Nel carteggio diffuso dal deputato Michele Sodano si fa chiarezza su quanto accaduto in questi due mesi, prima della richiesta di ritiro degli importi

Modalità di utilizzo del finanziamento ottenuto che " eludono le finalità previste dal dettato normativo". Nelle more che il Comune replichi qualcosa sul tema della vicenda Suv, sono adesso gli atti a ricostruire gli ultimi mesi di questa vicenda, che ha portato adesso alla richiesta da parte del Ministero di restituzione delle somme stanziate. A diffondere il carteggio tra Governo centrale e Municipio è il deputato Michele Sodano, che oggi torna a chiedere le dimissioni dell'amministrazione. "I responsabili di questo triste episodio che ha sottratto spazi e possibilità ai minori agrigentini - dice - dovrebbero, in sequenza, chiedere scusa alla cittadinanza, comunicare tempestivamente in quale modo troveranno le coperture per restituire la somma (se parzialmente, attraverso vendita dei suv, o con emissione di nuovo debito) e, conseguentemente, rassegnare le dimissioni".

La lettera, recapitata a metà aprire a Palazzo dei Giganti, conferma in parte quanto detto dall'amministrazione durante una precedente conferenza stampa sulla vicenda: il Ministero era infatti informato di tutto, ma non ha concretamente autorizzato alcuna spesa specifica.

Andiamo agli atti: il 20 dicembre 2021 l'ente, con una lettera inviata al Dipartimento per le politiche della famiglia, comunicava la decisione "di utilizzare la somma dei centri estivi, parte per il rimborso delle spese sostenute dalle famiglie per servizio di baby sitting e parte per il completamento di attività ludiche organizzate dal Comune per le quali necessita l'acquisto di autovetture utili al trasporto di bambini che hanno partecipato a dette attività" e chiedeva "una comunicazione formale che autorizzi a impegnare la somma".

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In giornata il Dipartimento per le politiche della famiglia riscontrava la richiesta del Comune, sostenendo che "in merito alla stessa, l'intervento così come rappresentato sembrerebbe essere compatibile con quanto previsto dalla normativa vigente. Tuttavia, occorre precisare che è necessario che i mezzi acquistati vengano effettivamente utilizzati a potenzimamento delle attività previste".  Ma non solo, il Ministero ribadiva - e su questo il Comune ha fatto chiaramente "confusione", "la presente comunicazione è offerta a merto titolo collaborativo... e non ha valore Nè può essere considerata quale autorizzazione concessa da parte dello scrivente in merito all'acquisto dei mezzi". Quindi una risposta sostanzialmente ufficiosa, ma non utilizzabile come difesa formale.

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La procedura però va avanti senza alcun problema fin quando non scoppia il caso: siamo al 5 gennaio, quando arriva al Dipartimento l'esposto di Codacons. L'ente chiarimenti al Comune il 13 gennaio e si vede rispondere il 24 del mese: il Municipio spiegava che le somme erano state pressocché integralmente utilizzate "per l'acquisto di quattro autovetture suv, impiegate in un unico intervento svolto a favore di minori realizzato in data 31 dicembre dalle 11.40 alle 13.30 e che il restante importo era stato speso per l'acquisto di nove notebook, utilizzati nel medesimo intervento", oltre le somme andate a rimborso (ma solo 4.500 euro circa) per le spese di baby sitting.

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Il 24 febbraio il dipartimento torna a chiedere quindi ulteriori elementi "per verificare la conformità della spesa", ma il Comune continua a dire che i mezzi e i pc sono serviti per una sola manifestazione, allegando 7 fotogrammi di quell'evento.

Una linea difensiva che non ha affatto convinto il Dipartimento, che si è quindi attivato per chiedere la restituzione delle somme, argomentando in modo abbastanza duro.

"Alla luce dei fatti suesposti, come rappresentanti e documentati dal Comune di Agrigento - si legge - risulta che il predetto Comune abbia utilizzato 131.118 euro con modalità attuative, concretizzatesi in un'unica iniziativa ricreativa della durata di meno di 2 ore che eludono le finalità previste dal dettato normativo".

Per tutto questo il Comune è "tenuto alla restituzione delle somme oggetto di finanziamento", ovviamente solo per la percentuale usata per le auto. Una decisione rispetto alla quale Palazzo dei giganti sembra pronto a fare ricorso, anche se nulla di formale è stato ancora detto a distanza di due giorni. 

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