"Allerte meteo non siano scusa per chiudere le scuole", ecco la stoccata della Protezione civile

La lettera era stata inviata due anni fa ai comuni di tutta l'isola, ma da allora poco è cambiato

Ad ogni "allerta" da parte della Protezione civile regionale per le condizioni meteo ritenute "avverse", parte immancabile il dibattito e la polemica: ma quando i sindaci devono provvedere alla chiusura di scuole e uffici? E soprattutto, ci sono stati di allerta, come quello "rosso", che obbligano i primi cittadini a fare determinate scelte? In realtà no, ed è stata proprio la Protezione civile regionale a metterlo nero su bianco un paio di anni fa in una durissima nota firmata dal dirigente generale Calogero Foti.

“Non sussiste il diretto rapporto tra l’emanazione dell’avviso di Protezione civile con allerta 'rossa' e la conseguente chiusura delle attività didattiche”, diceva il dirigente, perché non solo gli avvisi “hanno pur sempre un valore di previsione e non di certezza di accadimento”, ma soprattutto perché tutto va contestualizzato al territorio. Se una scuola si trova in una zona a rischio, insomma, si può ipotizzare la chiusura. Altrimenti è solo una scelta dei primi cittadini.

“Penso siamo stati assolutamente chiari su come ognuno deve comportarsi in situazioni simili – commentava Foti – e che nessuno deve trovare una scusa per chiudere le scuole in caso di allerta 'rossa'”. 

Ciò che è cambiato rispetto al passato è la forza dei fenomeni meteo, che in questi anni sono divenuti sempre più violenti e con piogge sempre più abbondanti. Ciò che si attende in settimana è infatti un vero e proprio ciclone tropicale con forti venti e piogge rilevanti tra lunedì e martedì. La speranza è che il maltempo scarichi la propria violenza in mare.

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