Blitz antidroga "Piazza pulita", fra i pusher anche richiedenti asilo politico

I canali di approvvigionamento non sono stati individuati. Ma non c’è alcun dubbio sul fatto che hashish e marijuana arrivavano da Palermo con i treni o con gli autobus di linea

Una cessione di droga in centro storico

I canali di approvvigionamento non sono stati individuati. Ma non c’è alcun dubbio sul fatto che hashish e marijuana – la droga che veniva smerciata fra piazza Ravanusella e via Atenea, passando le per vie Vallicaldi, Boccerie e Cannameli, - arrivavano da Palermo. E lo facevano sugli autobus di linea che giungono a piazzale Rosselli ma anche grazie alla linea ferrata. I carabinieri appena lunedì sera, poche ore prima che venisse realizzata l’operazione antidroga denominata “Piazza pulita”, hanno bloccato uno degli immigrati, che andava sottoposto a fermo di indiziato di delitto, in possesso all’interno di uno zainetto di 110 grammi di marijuana. Tornava appunto da Palermo e il “rifornimento” di “roba” sarebbe dovuto servire se non per la stessa sera di Pasquetta per il ponte del 25 aprile.

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I fermati, i provvedimenti sono stati firmati dal procuratore aggiunto Alessandra Russo, sono stati 5 immigrati originari del Gambia, uno del Senegal e una donna, originaria del Belgio, di 45 anni. “Hanno dai 19 anni ai 24 anni i giovani pusher – hanno spiegato il comandante provinciale dell’Arma: il colonnello Giovanni Pellegrino e il capitano della compagnia di Agrigento Luigi Garrì - . Abitavano ad Agrigento o erano senza fissa dimora. In passato alcuni di loro sono stati ospiti di locali comunità d’accoglienza, uno ha il permesso di soggiorno, mentre gli altri sono richiedenti asilo politico. Erano arrivati in Italia tra il 2014 e il 2017 e quindi riteniamo che abbiamo avuto il tempo per industriarsi, ma le indagini non hanno permesso di riscontrare come”.

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“Alcuni di questi soggetti erano stati già  arrestati, in possesso di 30 o 50 grammi di stupefacente. Un quantitativo che non rendeva nemmeno possibile l’applicazione di una misura risolutiva per il problema – ha sottolineato, invece, il sostituto procuratore Alessandra Russo - . Alcuni di questi sono andati via, altri sono rimasti qua”. Non è stato facile individuare singolarmente i vari pusher e questo perché, appunto, non avevano una fissa dimora e, alcuni di loro, si sono appunti frequentemente spostati.

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“E’ stato complicato anche capire dove si andassero a riposare nelle ore in cui non li vedevamo in quella zona” – ha evidenziato il capitano della compagnia di Agrigento - .

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“La posizione di chi è richiedente asilo politico è stata già segnalata – ha spiegato il capitano Garrì - . Auspichiamo che la loro pratica venga trattata e definita in modo celere”. 

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