Giro d'affari di oltre 150 mila euro, segnalati alla Prefettura 32 giovani: anche sedicenni

Giornalmente venivano effettuati circa 40 o 50 scambi di stupefacente, per un totale di oltre 120 grammi di "roba" smerciata e con un guadagno medio di oltre 600 euro per ogni giornata “lavorativa"

Un momento della conferenza stampa al comando provinciale dei carabinieri

Il giro di affari complessivo registrato dai carabinieri - nel corso dell’intera operazione "Piazza pulita" - è stato stimato in oltre 150 mila euro. Ogni giorno, in media, si registravano circa 40 o 50 scambi di stupefacente, per oltre 120 grammi di "roba" smerciata e con un guadagno medio di oltre 600 euro per ogni giornata “lavorativa”. Inquietante il dato che è emerso durante le investigazioni: 32 i segnalati alla Prefettura per uso di sostanze stupefacenti, la gran parte dei quali erano minorenni ed alcuni addirittura sedicenni. Il controllo dei numerosissimi giovani che, all’uscita di scuola o prima di andare a fare l’aperitivo, si avventuravano volutamente tra i vicoli per acquistare le dosi di “roba” ha costituito - per carabinieri e Procura - un prezioso riscontro dell’attività di spaccio in corso.

Hashish all'uscita da scuola o per l'happy hour: il blitz "Piazza pulita" cancella lo spaccio in centro storico

Uno dei dati più impressionanti - che ha colpito anche gli investigatori - è stata la determinazione, la sfrontatezza e la violenza con cui il presunto sodalizio operava indisturbato. In più occasioni, come documentato dalle telecamere installate dai carabinieri, gli indagati, spesso ubriachi o sotto l’effetto di stupefacenti, sono stati protagonisti di liti furibonde e in almeno tre circostanze avrebbero anche violentemente aggredito, talvolta a colpi di bottiglie di vetro in testa, gli acquirenti minorenni o i residenti che provavano a protestare per quello smercio.

IL VIDEO. Calci e bottigliate in testa ai giovani clienti: le telecamere dei carabinieri incastrano i pusher 

I carabinieri di Agrigento, nel tempo, hanno arrestato, in flagranza di reato, proprio nei pressi di piazzetta Ravanusella, altri 16 soggetti sorpresi a spacciare droga proprio in quella zona.

IL VIDEO. Centro storico al setaccio, in volo anche un elicottero 

I carabinieri - era l'ottobre dello scorso anno - hanno iniziato a pedinare i sospettati. Ma quando si sono resi conto che tra i vicoli si aggiravano vere e proprie vedette, hanno dovuto industriarsi, salendo sui tetti delle case del centro storico. Da lì hanno filmato, di notte e di giorno, i traffici dei pusher e gli edifici abbandonati utilizzati dalla banda per nascondere la droga. I militari, coordinati dal sostituto procuratore Alessandra Russo, hanno disseminato in zona telecamere, nascondendole negli anfratti più impensabili.

"I ragazzi hanno sacrificato la totalità del loro tempo libero per riuscire a trovare una soluzione - ha detto, riferendosi ai carabinieri che si sono occupati delle osservazioni e dunque delle indagini, il capitano della compagnia di Agrigento: Luigi Garrì - . E lo hanno fatto in modo egregio. Quello che abbiamo deciso di fare, concordandolo con l'autorità giudiziaria, è stata l'installazione di alcune telecamere che hanno dato supporto all'attività di osservazione e pedinamento. Noi conoscevamo il fenomeno, ma di fatto l'intervento avveniva ad episodi. Le telecamere hanno documentato un'organizzazione interna a questi soggetti che, in concorso fra loro, si sono dati reciprocamente una mano per portare avanti questa attività di spaccio. Si davano una mano fra di loro con un sistema di vedette fra gli angusti vicoli del centro storico. Vedette che segnalavano l'arrivo delle divise. Non avevano mai stupefacente addosso - il capitano Garrì ha proseguito la ricostruzione delle indagini - ma lo nascondevano in alcune cavità di case abbandonate".

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