Martedì, 18 Maggio 2021
Raffadali

Raffadali, Plano (Pd): "Tornare subito all'acqua pubblica"

"La presenza sul palco del sindaco Cuffaro, nella seconda categoria, è la chiara volontà di voler ritornare alle gestione pubblica dell'acqua a Raffadali".

Acqua pubblica

Comunicato stampa del segretario del Pd di Raffadali, Filippo Plano:

"Finalmente, ad oltre due anni dalla presentazione in Assemblea Regionale della prima proposta di legge per l'acqua pubblica, proposta che porta la firma di diversi parlamentari del PD siciliano e quale primo firmatario l'on. Giovanni Panepinto, l'assemblea regionale ha approvato il disegno di legge elaborato dalla commissione ambiente per la gestione dell'acqua.

Una legge che fa giustizia a quel 94% di siciliani che quattro anni fa si sono espressi contro la privatizzazione della stessa, confermando che l'acqua è un bene dell'umanità e non può diventare oggetto di un business miliardario dei privati, il cui interesse è semplicemente il raggiungimento  del massimo guadagno, senza tenere conto delle esigenze delle famiglie e di quelle meno abbienti in particolare, facendo pagare il prezioso liquido di proprietà dei cittadini stessi a prezzi insopportabili.

Nella nuova legge sono previste diverse novità importantissime come: la determinazione degli i ATO ad un numero massimo di 9;  la dotazione minima garantita per ogni componente della famiglia di 50 litri al giorno: la riduzione del 50% del prezzo dell'acqua che non può essere usata in ambito alimentare;  la creazione di un fondo per aiutare a pagare l'acqua  quelle famiglie le cui condizioni finanziare non consentono di far fronte al pagamento della bolletta;  dulcis in fundo, l'art. 3 comma 7, da la possibilità ai comune che avevano ceduto le reti di ritornare alla gestione diretta o con altri comuni consorziati.

Inoltre l'art. 4, lettera b, prevede la risoluzione di diritto del contratto di affidamento privato, ove il servizio venga interrotto per più di quattro giorni ed interessi almeno il 2% della popolazione, etc. etc....

Il popolo siciliano può essere orgoglioso di una legge, che nel rispetto della volontà popolare, potrebbe essere l'apripista per le altre regioni italiane e per l'europa intera.

Alla luce di quanto sopra i sindaci delle città che hanno consegnato le reti ai privati, dovranno assumere una decisione entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge nella GURS, ed i consigli comunali farebbero bene ad approvare una delibera di indirizzo in tal senso e per la revoca dei contratti oggi esistenti, nel rispetto della normativa in parola.

Nessun sindaco puo' trovare giustificazione, ma dovra' dare conto ai propri cittadini delle scelte effettuate.

Alla "festa dell'acqua pubblica" tenutasi a Burgio per volontà di tutti i sindaci, dei comitati spontanei per l'acqua pubblica, uno dei deputati presenti ha tenuto a precisare che sul palco c'erano due categorie di sindaci, una quella costituita dai sindaci della "resistenza al commissariamento" e quindi non hanno ceduto le reti ai privati e l'altra costituita dai sindaci "pentiti", che hanno ceduto le reti ai privati, adducendo scusanti varie, come l'arrivo notturno di commissari alieni  nell'ufficio del sindaco  assumendo   la delibera di consegna delle acque.

La presenza sul palco del sindaco Cuffaro, nella seconda categoria, è la chiara volontà di voler ritornare alle gestione pubblica dell'acqua a Raffadali.

Abbiamo apprezzato la sua immediata dichiarazione stampa, di voler ritornare alla gestione pubblica dell'acqua, ma non comprendiamo perchè delegare tale decisione al sindaco di Agrigento.

Il partito democratico di Raffadali era ed è per la gestione dell'acqua pubblica e per garantire a tutti i cittadini il prezioso liquido a tariffa forfettaria e contenuta, sostenendo quelle famiglie che non possono pagare per effettive difficoltà economiche.

Il Partito democratico sosterrà e solleciterà con forza e determinazione la realizzazione di questa volonta' espressa dal sindaco Cuffaro, ma non siamo disposti ad accettare altre scuse, nè di commissari notturni ed alieni, nè di subalternità alle scelte che altri sindaci della provincia adotteranno; se dovesse essere necessario consorziarsi, facciamolo con quei comuni vicini che non hanno ceduto le reti: Joppolo, Santa Elisabetta, Bivona, ed altri. Ricordiamo che il comune di Raffadali fa già parte del consorzio "Feudo D'Alì", che potrebbe gestire le acque dei comuni consorziati, se previsto nello statuto, o apportando le necessarie modifiche.

Aspettiamo i fatti, subito dopo la pubblicazione della legge sulla gazzetta ufficiale, le chiacchiere non interessano ne' a noi, ne' al popolo di Raffadali.

Sulla minacciata istallazione dei contatori a Raffadali, ricordiamo che c'è l'impegno del sindaco, preso in campagna elettorale, di non farli installare, cosa diversa non può che portare ad una dignitosa dimissione del sindaco e della sua maggioranza".

Filippo plano 
Coordinatore
Partito Democratico
Circolo" C. Sessa" Raffadali

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