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Truffe on line anche ai terremotati: inchiesta "Pacchi.it": tutti a giudizio

Il gup manda a processo i sette imputati accusati di avere messo a segno decine di raggiri

Tutti rinviati a giudizio: il processo inizierà il 22 ottobre davanti ai giudici della prima sezione penale. Lo ha deciso, nella tarda mattinata di ieri il gup Alessandra Vella che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Gloria Andreoli e ha disposto l’approfondimento dibattimentale per i sette imputati dell’inchiesta “Pacchi.it” che ipotizza una serie di truffe di ogni tipo attraverso la simulazione di acquisti on line.

La presunta “banda” avrebbe agito senza alcuno scrupolo e, in una circostanza, avrebbe tentato di raggirare anche un terremotato, sopravvissuto al sisma di Amatrice, al quale avrebbero fatto credere che poteva acquistare una roulotte al prezzo stracciato di 1.500 euro.

Gli imputati, tutti licatesi, sono: Alessandro Bianchi, 26 anni; Samanta Cicatello, 29 anni; Cristoforo Famà, 34 anni; Daniela Giannone, 41 anni; Antonina Parroco, 41 anni; Giuseppe Romano, 24 anni e Angelo Trupia, 47 anni. Nessuno dei difensori (nella lista, fra gli altri, gli avvocati Francesco Lumia, Salvatore Graci e Antonio Ragusa) ha chiesto riti alternativi, come l’abbreviato o il patteggiamento, e ieri l’udienza preliminare si è conclusa con il rinvio a giudizio di tutti. Il sistema delle truffe sarebbe stato tanto semplice quanto, al tempo stesso, articolato. Gli oggetti messi in vendita sul web a costi modici sarebbero stati tantissimi e di ogni tipo, per le trattative si usavano schede telefoniche temporanee e dopo il pagamento dell’acconto, sostiene l’accusa, il venditore spariva e il numero che era stato utilizzato per le trattative veniva cancellato.

Trentatrè le presunte truffe riuscite. L’operazione, chiamata “Pacchi.it”, è stata messa a segno dai carabinieri l’8 giugno dell’anno scorso. Lunghissima la lista dei presunti truffati: alcuni di loro si sono costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Davide Casà e Francesco Giambalvo. In caso di condanna degli imputati otterranno il risarcimento dei danni. 

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