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Niente mensa all'asilo, genitori scrivono al sindaco

Era il 16 novembre quando si svolse l'ultimo incontro in ordine di tempo con l'amministrazione comunale che promise interventi rapidi

foto d'archivio

Stop al servizio di refezione scolastica, una delegazione di genitori scrive al sindaco di Licata Galanti e chiede che si faccia presto.
Con una lettera, infatti, gli stessi precisano che "l’unico obiettivo della presente missiva è quello di collaborare con  l’Amministrazione al fine di trovare con urgenza una soluzione al problema della refezione scolastica e di tutelare gli interessi dei bambini che frequentano le scuole dell’infanzia del territorio".

Un problema che sarebbe stato esposto più volte oralmente, ma dato che "ancora a tutt’oggi, a soli quattro mesi dalla fine dell’anno scolastico, non si ha una data di inizio del servizio di mensa", spingendo quindi i genitori a manifestare il proprio "disagio, disappunto e amarezza". Era il 16 novembre infatti quando si svolse l'ultimo incontro in ordine di tempo con l'amministrazione comunale in cui si prese l'impegno di  "venire incontro alle esigenze delle famiglie licatesi, e soprattutto dei bambini". Un confronto che ad oggi non ha portato ad esiti di sorta. Così i genitori dichiarano di essere "ancora più delusi non vedendo ad oggi nessuna strategia per garantire ai bambini dai 3 ai 5 anni un piatto caldo a pranzo durante l’orario scolastico".

I genitori, nel denunciare una gestione "alla licatese" delle problematiche, numerose, delle scuole del comprensorio,  invitano il sindaco e la sua amministrazione a recasi "all’interno delle scuole dell’infanzia per vedere e costatare cosa riescono a fare con quel poco che hanno, quale dedizione ed amore mettono gli insegnanti nel loro importantissimo lavoro, quello di formare giovani menti e cuori, cerchiamo di sostenerli e non di ostacolarli. La scuola dell’infanzia necessita del tempo pieno per fornire una formazione completa ai suoi piccoli alunni ed il tempo pieno necessita del servizio di mensa".

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Secondo gli scriventi a Licata i bambini sarebbero "invisibili agli occhi di questo paese: non ci sono attività a loro rivolte, non ci sono aree attrezzate a loro destinate, non c’è nemmeno la refezione scolastica per garantirgli la migliore formazione.
Siamo convinti che lamentarci sia inutile, come anche cercare lo scontro, ma occorre remare tutti dalla stessa parte per portare la barca al porto e non in mezzo alla bufera. Noi facciamo già il (difficile) mestiere dei genitori e non è nostra intenzione sostituirci o scontrarci con la politica, che ha l’onere ma anche l’onore di amministrare, prendere decisioni, agire, essere operativi negli interessi di tutti i cittadini".

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