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"Brogli per il porticciolo turistico di Licata", udienza preliminare nel vivo

In due chiedono il giudizio abbreviato, altri due pagheranno un'oblazione: gli altri venti rischiano il rinvio a giudizio

Due imputati chiedono il giudizio abbreviato, altri due pagheranno l’oblazione ed estingueranno il reato mentre tutti gli altri procederanno con il rito ordinario: sarà, quindi, il gup Giuseppe Miceli a decidere se disporre il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare scaturita dalle due inchieste sulle presunte irregolarità nella costruzione del porticciolo turistico di Licata entra nel vivo. Due i livelli di responsabilità ipotizzati dal pubblico ministero Alessandra Russo.

Da una parte il mancato pagamento degli oneri concessori sottratti alle casse del Comune per un importo di circa 7 milioni e, dall’altra, gli abusi edilizi con varianti approvate in maniera illegittima e spazi edificati senza concessione. La richiesta di rinvio a giudizio, per i reati di abuso di ufficio, abuso edilizio e occupazione abusiva di area demaniale, è stata formulata, innanzitutto, per Luigi Francesco Geraci, 75 anni, imprenditore di Sommatino, titolare della società “Iniziative immobiliari” che ha realizzato il progetto. Nella lista degli imputati anche tre dirigenti del Comune di Licata: Andrea Occhipinti, 50 anni, a capo del dipartimento finanziario; Giuseppa Maria Pia Amato, 60 anni, responsabile del Suap (Sportello attività produttive) e Vincenzo Ortega, 58 anni, dirigente del dipartimento Urbanistica. Sotto accusa anche venti titolari di concessioni. Ecco la lista: Paola Vizzini, 69 anni; Salvatore Geraci, 40 anni; Bartolo Consagra, 43 anni; Giuseppe Licata, 39 anni; Gaetano Licata, 44 anni; Giuseppe Amato, 77 anni; Rosa Maria Comparato, 74 anni; Antonino Pira, 45 anni; Alessandro Ignazio Gioacchino, 62 anni; Eugenio Guagenti, 48 anni; Vincenza Amato, 44 anni; Michele Gattuso, 49 anni; Angela Picone, 69 anni; Vito Giovanni Rago, 47 anni; Santino Pellitteri, 62 anni; Amedeo Angelo Strada, 72 anni; Patrizia Fabio Tirrozzo, 66 anni; Giacinto Marzullo, 52 anni; Carolina Bentivegna, 67 anni e Benedetto La Monica, 37 anni. Geraci e i tre dirigenti del Comune (il costruttore e Ortega sono accusati pure di brogli per eludere il pagamento di 7 milioni di oneri concessori) sono imputati di abuso di ufficio perché, nel 2014, avrebbero approvato una variante illegittima al progetto, per ragioni legate all’acquisizione dei documenti, che consentì alcune modifiche per realizzare, fra le altre cose, una nuova piscina con annessi servizi e un fabbricato.

Paola Vizzini e Salvatore Geraci hanno chiesto il giudizio abbreviato. Giuseppe e Gaetano Licata pagheranno un’oblazione ed estingueranno il reato. 

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