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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Occhi al cielo

Come vedere bene le "stelle cadenti" (anche prima della notte di San Lorenzo)

Torna l'appuntamento astronomico più atteso dell'anno: il passaggio delle Perseidi, dette anche le "Lacrime di San Lorenzo". Lo sciame di meteore sarà attivo anche prima del 10 agosto: ecco la guida completa all'osservazione

Gli occhi rivolti al cielo limpido, magari sdraiati su una spiaggia fresca o su un prato verde, un momento magico per assistere a uno degli eventi astronomici più attesi dell'anno: le celebri meteore di agosto, dette anche "Lacrime di San Lorenzo", meglio note come Perseidi. Torna come ogni anno l'appuntamento con le stelle cadenti, un avvenimento in grado di suscitare l'interesse del grande pubblico, grazie anche alla complicità del periodo estivo e delle vacanze. 

Quando vedere le "Lacrime di San Lorenzo"

Il passaggio delle Perseidi viene associato al Martirio di San Lorenzo, che secondo la tradizione arse sulla graticola nel 258, la cui ricorrenza si celebra proprio il 10 agosto e da cui deriva il nome popolare dello sciame: le stelle sarebbero appunto le "lacrime" versate dal santo durante il suo martirio. Ma attenzione, il fenomeno è osservabile anche prima di quella data: infatti, lo sciame sarà attivo per molti giorni, tra il 17 luglio e il 24 agosto, con il picco della visibilità che cade appunto tra l'11 e il 13 agosto. Come spiegato dall'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope Project, non servono particolari strumenti per poter godere di questo spettacolo spaziale: "Al massimo si possono osservare mediamente fino a 100 meteore per ora, a patto di osservare nella seconda parte della notte. Idealmente, le osservazioni vanno condotte da un luogo buio, poiché la luce artificiale abbatte drasticamente il numero di meteore visibili. Non sono necessari telescopi o altri dispositivi, poiché l’occhio nudo è senza dubbio ideale per cogliere il guizzo improvviso di tali scie luminose, grazie alla visione panoramica naturale".

"Lo sciame delle Perseidi - spiega l'esperto - è originato dalla cometa Swift-Tuttle, scoperta nel 1862. Fu proprio l’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli (il “padre” dei canali di Marte) a stabilire, nel XIX secolo, una connessione tra le meteore e la cometa indicata, meccanismo questo di interesse generale per gli sciami. Il fenomeno si verifica proprio quando la Terra passa in prossimità dell’incrocio tra la sua orbita e quella della cometa in questione, “tuffandosi” così nella nube di polveri seminata da quest’ultima lungo il proprio percorso attorno al Sole. Questi grani di polvere, penetrando a gran velocità nell’atmosfera terrestre, bruciano per attrito, lasciando così nel cielo la caratteristica scia. Questo svela perciò che a 'cadere' non sono affatto le stelle, piuttosto le briciole della cometa citata. La Swift-Tuttle è un astro chiomato periodico, che ritorna ogni 135 anni circa. L’ultimo passaggio risale al 1992".

Cosa sono le Perseidi

Le meteore possono essere osservate ogni notte serena dell'anno, ma ovviamente è possibile vedere un maggior numero in occasione di questi incontri "orbitali", quando dunque vi è una maggior quantità di polvere pronta ad entrare nell’atmosfera. In questo caso si tratta di sciami di meteore: quello di agosto è soltanto l'avvenimento più popolare, ma ne esistono altri durante l'anno. Il nome delle Perseidi deriva dalla posizione occupata nel cielo dal radiante, ossia il punto dal quale prospetticamente le meteore sembrano scaturire: in questo caso, esso si proietta in direzione della costellazione di Perseo, celebre protagonista del firmamento autunnale. Tuttavia, le meteore appaiono in tutto il cielo: ripercorrendo idealmente all’indietro le scie delle Perseidi, esse convergerebbero proprio nel radiante, la cui posizione è moderatamente variabile nel corso dei giorni. Magari si può decidere di guardare verso la costellazione di Perseo, peraltro in una zona di cielo meravigliosa, oppure semplicemente di sdraiarsi a terra e guadare così verso lo zenit.

Il passaggio delle Perseidi immortalato nell'agosto del 2018 (Foto di Gianluca Masi - Virtual Telescope Project)
Il passaggio delle Perseidi immortalato nell'agosto del 2018 (Foto di Gianluca Masi - Virtual Telescope Project)

Nonostante si tratti di un fenomeno ricorrente, non sempre le annate sono uguali. Chiaramente il numero di meteore effettivamente visibili è soggetto a fluttuazioni: "In primo luogo - ha aggiunto Masi - le piogge più intense sono quelle prossime al ritorno della cometa, che rifornisce la propria traiettoria di polvere “fresca”. Inoltre, può accadere che nel periodo di massima attività delle Perseidi sia presente la Luna, magari prossima alla fase piena, con un pesante effetto negativo sulla visibilità delle meteore. Ad esempio, lo scorso anno essa era visibile per tutta la notte proprio intorno alla data del massimo, risultando così fatalmente invadente".

"Stelle cadenti": la guida all'osservazione

Se nel 2022 le stelle cadenti non sono state molte, per il 2023 le condizioni osservative delle Perseidi saranno decisamente più favorevoli. La Luna, infatti, sarà nuova nella mattina del 16 agosto: perciò, in corrispondenza del massimo previsto per l’alba del 13 agosto, ci sarà nel cielo solo una modesta falce, che sorgerà alla fine della notte. Tecnicamente, infatti, si può osservare a qualsiasi ora, ricordando però che nella seconda parte della notte si assiste a un sensibile aumento dell’attività meteorica, poiché all’alba l’osservatore è sulla parte della Terra che avanza lungo la propria orbita verso le polveri cometarie, dunque è come se vedesse dal "parabrezza", anziché dal "lunotto" posteriore del nostro pianeta. Questa condizione, unitamente al tramonto della Luna, garantisce perciò dei buoni risultati. L'osservazione a occhio nudo è sicuramente la migliore, ma è fondamentale scegliere un sito osservativo ideale, il più lontano possibile dall'inquinamento luminoso, unico grande nemico dell'osservazione del cielo (oltre che uno spreco di energia). Invece, chi è in possesso di una fotocamera capace di esposizioni relativamente lunghe può tentare, senza difficoltà, la ripresa delle Perseidi più brillanti. In questo caso le probabilità di successo dipendono dall'area del cielo inquadrata, dalla luminosità dell'obiettivo e dalla sensibilità ISO che si decide di adottare. Più grande sarà il campo inquadrato e maggiori saranno le possibilità di intercettare una meteora. Ottimi in tal senso gli obiettivi super grandangolari (con focale inferiore ai 20mm) e gli obiettivi "fish-eye", specie se di buona luminosità (più aperti di f/4). Inoltre, è utile impostare sulla fotocamera sensibilità pari a 800/1600 ISO, compatibilmente con il rumore della fotocamera. Si raccolgono così immagini in sequenza, ciascuna con esposizione di 30/60 secondi (verificare il grado di annerimento del fondo cielo, dipendente dal locale inquinamento luminoso), magari puntando in direzione del radiante.

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