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L'assessore Mimmo Fontana

L'assessore Mimmo Fontana

Tari, intervista all'assessore Fontana: "Ecco perchè Di Rosa fa disinformazione"

La matassa è sempre più ingarbugliata dopo ogni "botta e risposta": l'amministratore offre il suo punto di vista a seguito dell'ultima nota in cui il coordinatore di Ncs ne confutava le affermazioni, tacciandolo addirittura di "sconoscere le norme"

Continua il "confronto a distanza" tra l'assessore Mimmo Fontana ed il coordinatore provinciale di "Noi con Salvini", Peppe Di Rosa, sul tema della Tari. E nell'intento di trovare il bandolo di questa matassa che si fa sempre più ingarbugliata dopo ogni "botta e risposta", abbiamo chiesto a Fontana delucidazioni a seguito dell'ultima nota in cui Di Rosa confutava le affermazioni dell'amministratore, tacciandolo addirittura di "sconoscere le norme".

Assessore Fontana, Di Rosa sostiene l'illegittimità della Tari approvata dal Consiglio, in quanto il Comune di Agrigento non sarebbe dotato del piano d'intervento comunale previsto dalla legge regionale 3 del 2013.

"Normalmente non replico alle inutili polemiche proprio per non alimentare la disinformazione che le sottende, ma le ultime uscite di Giuseppe Di Rosa sono troppo divertenti per perdere una occasione così ghiotta. Qualora fosse vero ciò che lui asserisce, sarebbe un errore madornale che implicherebbe le responsabilità dell'amministrazione che ha proposto, del consiglio comunale che ha approvato, del segretario comunale che attesta la legittimità degli atti, dei due dirigenti che hanno garantito la regolarità tecnica e finanziaria".

Vorrebbe spiegare cosa prevededono le leggi citate dal coordinatore Di Rosa, la 9 del 2010 e la 3 del 2013?

"Sollecitato dalla vostra testata giornalistica che, correttamente, ha chiesto anche il punto di vista dell'amministrazione, in prima battuta ho replicato seriamente. In quella occasione avevo spiegato ciò che già a una prima lettura delle due norme appare chiarissimo. La legge quadro (la 9 del 2010) assegna la pianificazione e il successivo affidamento del servizio di igiene urbana alle Srr (ambiti ottimali formati da consorzi di comuni). La sua successiva integrazione (la 3 del 2013), per dare seguito a una promessa elettorale del presidente Crocetta, apre alla possibilità che i comuni affidino il servizio in proprio. Tutto ciò a condizione che abbiano almeno 5000 abitanti e che redigano e approvino in consiglio un piano d'intervento comunale".

Nella nota cui stiamo facendo riferimento, viene riportato il passaggio della legge del 2013 in cui si prevede che "i comuni in forma singola o associata, previa redazione di un piano di intervento, con relativo capitolato d’oneri e quadro economico di spesa, possono procedere all’affidamento, all’organizzazione e alla gestione del servizio...”, e quindi che "Il termine ‘possono’ non vuol significare ‘discrezionalità’ come intende l’assessore Fontana, ma l’espediente per superare con una specie di “scappatoia-deroga”, all’obbligo di gestire i rifiuti in ambito sovracomunale". Lei cosa risponde?

"La replica ha indispettito Di Rosa che con toni poco educati è scivolato dalla critica politica alla farsa. In fondo il nostro è il Paese in cui un fine intellettuale come Ennio Flaiano descriveva la situazione italiana come 'grave ma non seria'. La controreplica del 'capo dei leghisti nostrani', infatti, riporta fedelmente il passaggio ma poi sprezzante del pericolo o del ridicolo, se lo si preferisce, continua a spiegare che la norma non andrebbe interpretata in modo letterale, ma bisognerebbe invece leggere tra le righe un "espediente" per superare l'obbligo che discende esplicitamente dalla legge quadro. Ed è a quell'espediente che si sarebbe dovuto conformare il comune di Agrigento più che al dettato della norma. Si tratta di un'affermazione talmente paradossale che non meriterebbe alcun commento, ma un piccolo richiamo alla grammatica italiana forse potrebbe tornare utile. 'Potere' è un verbo modale, cioè uno di quei verbi che combinato con altro verbo all'infinito indica la 'possibilità, la volontà o il dovere di compiere una azione'. Cioè, purtroppo per Di Rosa, la lingua italiana distingue chiaramente possibilità e dovere".

Allora si tratterebbe di un "abbaglio", a suo dire?

"Mia nonna diceva che 'cu un pò liccari a sarda dici ca è fitusa'. Partendo dalla saggezza popolare, propongo tre spiegazioni: Di Rosa è annebbiato dall'impossibilità di 'leccare la sarda'; è ispirato da un falso specialista (ce ne sono tanti in giro) anch'esso desideroso di una 'sarda da leccare'; l'ispiratore di Di Rosa è in realtà un suo nemico che intende esporlo al ridicolo".

Di Rosa afferma che "nel preambolo del Piano economico-finanziario approvato con delibera consiliare, si legge che è stato prima commissionato all’Ufficio Tecnico della Società Gesa, e poi nuovamente a una non meglio precisata Società di Ingegneria Integrata Ambientale, parrebbe per la modica somma di 60mila euro". In merito come risponde?

"Di Rosa dimentica di specificare che i 60mila euro per la progettazione del piano d'intervento comunale di cui scrive sono relativi a un incarico affidato all'ingegnere Bonuso dall'amministrazione Zambuto. In quel periodo era consigliere di maggioranza e in predicato di diventare assessore. L'amministrazione Firetto sta facendo un'altra scelta".

Vuole aggiungere qualcosa per concludere?

"Solo un'ultima precisazione. A conferma di quanto da me sempre sostenuto nella precedente esperienza di presidente di Legambiente Sicilia (la legge 3 del 2013 è stata una sciagura che ha enormemente complicato l'avvio di una seria politica di gestione dei rifiuti) e della scelta fatta dall'amministrazione Firetto, con l'Ordinanza n.5 del 7 giugno scorso, la Regione è stata costretta dal governo nazionale a tornare indietro. Il governo Renzi ha sottoscritto l'intesa per uscire dall'emergenza rifiuti a condizione che, in conformità con la normativa europea e italiana, in Sicilia si torni a gestioni d'ambito e ha chiesto addirittura la riduzione delle Srr da 18 a 9".
 

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