Venerdì, 12 Luglio 2024
Un sabato siciliano

"Dc finita, stupro politico e mafia": Cuffaro, Lombardo e De Luca tutti contro tutti

La polemica sulla nuova formazione della Democrazia cristiana tra i due ex governatori prosegue, ma si accende anche lo scontro con il leader di Sud chiama Nord

Prima risponde a Raffaele Lombardo che una settimana fa ha attaccato la nuova formazione della Dc, poi attacca Cateno De Luca. E' Totò Cuffaro con un lungo comunicato stampa ad accendere il sabato siciliano della polemica.

"La Dc non sarebbe mai stata con la Lega"

"So perfettamente che la Democrazia Cristiana che abbiamo rifatto - inizia la nota di Cuffaro, in riferimento alle parole di sabato scorso pronunciate da Lombard o - purtroppo, non è quella di Moro, Fanfani, Andreotti, Mannino, Mattarella e Nicolosi e neanche quella di Aldisio e di Alessi e, per fortuna, neanche quella di Lombardo e di Cuffaro, ne siamo consapevoli e non pensiamo affatto di volerci paragonare a quella Dc. Ma mi chiedo e chiedo a Lombardo: questi padri della Dc avrebbero mai scelto di stare con la Lega? Io penso che starebbero con la DC nel PPE ed è lì, caro Lombardo, che noi della Dc andremo alle prossime elezioni". 

"In politica prima gattopardi e leoni, oggi sciacalletti e iene"

Poi le stilettate a De Luca. "Onorevole Cateno De Luca, non so, se come mi accusi tu, 'ho stuprato la Sicilia' - prosegue Cuffaro -, so certamente di averla amata e servita e so di amarla ancora con tutta la passione che posso e di doverla difendere da quelli come te che hanno bisogno di schiamazzare e fare vigliaccherie per procurarsi il consenso in un elettorato sfiduciato ed esasperato e poi utilizzare questo stesso consenso contro tutto e tutti. Ci vogliono i politici, quelli che difendono i valori, quelli che hanno rispetto degli elettori, quelli che hanno il senso delle Istituzioni, quelli che vogliono rappresentare la legalità e farsi carico dei bisogni della gente".  

"Mi verrebbe da dire mutuando Tomasi di Lampedusa: Quelli furono i gattopardi e i leoni. Oggi ci sono tanti sciacalletti e iene. E tutti insieme, gattopardi, leoni, sciacalli, iene e pecore continuiamo a crederci il sale della politica. È questo il vero vostro e nostro problema esimio On. De Luca e caro On. movimentista Lombardo", conclude Cuffaro.

De Luca: "A parlarvi è quel Cuffaro condannato per mafia"

Non si è fatta attendere la risposta del leader di Sud chiama Nord. “Sono inorridito dalle parole surreali di Totò Cuffaro. Al netto dell’attacco personale che mi rivolge - ma quello per me è solo una medaglia al valore della legalità e della buona amministrazione - non posso però rimanere in silenzio davanti ad affermazioni aberranti, false ed ipocrite. Totò Cuffaro come fa a definirsi un politico che ha il senso delle istituzioni, che difende i valori e che rappresenta la legalità? La legalità? Siciliane e siciliani a parlarvi è quel Totò Cuffaro condannato per mafia. Ripeto: condannato a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato alla mafia. Una persona del genere oggi dovrebbe solamente stare in silenzio e avere il rispetto di quei siciliani che sono stati governati da una persona finita in carcere per delle porcherie che nulla hanno a che fare con la legalità, con il senso delle istituzioni e i valori. La Sicilia non merita di avere ancora a che fare con gente del genere. C’è una grande verità: Cuffaro mi attacca perché ha ben capito che sarò il prossimo presidente della Regione Siciliana e sa bene che non ci sarà spazio per gente come lui".

Nella lunga nota di De Luca c'è anche un passaggio sull'altro ex governatore siciliano: "In ultimo non posso che sorridere al cospetto della citazione su Lombardo, suo trentennale alleato. Mi sembra la classica scena del bue che dice cornuto all'asino.  Parliamo dei due compagni di merenda che usano come una marionetta il presidente Schifani e che provengono dalla stessa scuola politica che viene ricordata dai posteri per lo stupro politico che ci ha lasciato in eredità".

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