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Le dichiarazioni

I continui allarmi per la crisi idrica, Lala (Iv): "Dov'era il sindaco quando si sono persi i fondi?"

Il segretario cittadino: "Saremo accanto, in ogni momento, alle associazioni dei consumatori e degli utenti che vorranno proporre ogni strumento di protesta, finalizzato a una maggiore razionalizzazione delle risorse, al perseguimento di criteri di trasparenza ed equità di trattamento, che dopo il ritorno all’acqua pubblica abbiamo visto ben poco!"

"Dov’era il sindaco quando, nel 2022 e nel 2023, i suoi tecnici di fiducia e il gestore del servizio giuravano che in soli 10 mesi avrebbero realizzato, con i 49 milioni di euro disponibili, l’intera rete idrica di Agrigento che oggi disperde la maggior parte dell’acqua immessa?  Un finanziamento disponibile, un appalto celebrato, un’aggiudicazione avvenuta e i lavori mai iniziati. Signor sindaco, ma di queste cose chi ne risponde?". Lo scrive Roberta Lala di Italia Viva in merito ai gridi d'allarme, lanciati anche dal sindaco, in merito alla crisi idrica. "Come spiegano i tecnici, il perenne disservizio, consistente nell’incapacità di realizzare in questa città una distribuzione idrica continua, non ha nulla a che vedere con l’attuale scarsa piovosità. Gli agrigentini, da sempre, sono costretti ad accumulare l’acqua nelle proprie cisterne per poter soddisfare le esigenze di ogni famiglia o di ogni esercizio commerciale - scrive Lala - . E tutti sappiamo che le cisterne non garantiscono in alcun modo la potabilità dell’acqua, tant’è vero che nessuno la può bere. Noi riteniamo di attribuire precise responsabilità non certo alla scarsa piovosità, ma più che altro all’incapacità gestionale e tecnica, l’influenza della cattiva politica, peggiorano la situazione. E vogliamo lanciare un appello, affinché si sappia che gli ingenti fondi, pari a diverse decine di milioni di euro, destinati al rifacimento delle reti idriche, all’ottimizzazione della distribuzione, alla misura dei consumi, sono stati persi".

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"Chi ha analizzato i bilanci idrici storici osserva che negli ultimi cinque anni si è triplicata, o forse quadruplicata, la dipendenza da Siciliacque, con relativo incremento dei costi della materia prima. Le fonti del gestore, pubbliche e disponibili, sono state progressivamente abbandonate, per scelta politica o per oggettiva incapacità a programmare gli interventi manutentivi necessari. Il Comune di Agrigento, trovandosi a notevole distanza dalle fonti, si trova tra quelli più svantaggiati in assoluto - continua la segretaria cittadina di Italia Viva - . I numeri non mentono mai e ci sembra corretto, quali rappresentanti di un partito che intende la politica in maniera differente, richiamare ciascuno alle proprie responsabilità, a iniziare dal primo cittadino di Agrigento.  All’orizzonte non si vede nessuno che sappia o voglia affrontare o risolvere queste problematiche. All’unico soggetto istituzionale, titolato e competente, ossia la Consulta delle associazioni insediata in Aica, è stato persino negato il diritto di parola nel corso della recentissima assemblea dei sindaci in prefettura. Osserviamo con favore proprio il ruolo della Consulta delle associazioni, che ha reso pubbliche alcune notizie finora riservate ai soli addetti ai lavori. Noi saremo sempre accanto a quanti si spendono, quotidianamente, per proporre soluzioni serie, tecnicamente sensate, in favore dei cittadini-utenti del servizio idrico integrato, senza dire bugie e senza nascondere i fatti tecnici più rilevanti, a iniziare dalle gravi inadempienze del gestore Aica, del quale il sindaco di Agrigento è il maggior azionista. E saremo accanto, in ogni momento, alle associazioni dei consumatori e degli utenti che vorranno proporre - ha concluso Roberta Lala -  ogni strumento di protesta, finalizzato a una maggiore razionalizzazione delle risorse, al perseguimento di criteri di trasparenza ed equità di trattamento, che dopo il ritorno all’acqua pubblica abbiamo visto ben poco!". 

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