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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Porto Empedocle

Quando Camilleri rischiò di essere ucciso durante la prima strage di mafia: salvato da San Calò

Il giornalista Alfonso Bugea, concittadino dello scrittore empedoclino, ha ricordato i due miracoli del santo nero che hanno riguardato il papà del commissario Montalbano

Coincidenze, emblematiche. Lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri è morto poco prima delle 8,30 stamani all'ospedale Santo Spirito di Roma. Pochi minuti prima, durante il Tg1 delle 8, il suo concittadino Alfonso Bugea del Giornale di Sicilia, aveva ricordato quello che è stato - per il maestro Camilleri - il doppio miracolo di San Calogero. Un miracolo al momento della nascita: il 5 settembre del 1925 e uno il 21 settembre del 1986 quando, a Porto Empedocle, ci fu la prima strage di mafia e quando Andrea Calogero Camilleri si salvò per miracolo appunto.

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"Camilleri è nato il 5 settembre del 1925, giorno in cui Porto Empedocle festeggia San Calogero. Una coincidenza che porta la madre, che aveva paura di perdere anche questo figlio, a votarlo a San Calogero - ha ricordato, ai microfoni del Tg, il giornalista Alfonso Bugea che è originario di Porto Empedocle - . Quando San Calogero, durante la processione, passa da casa, la levatrice alza Camilleri dal balcone e lo fa vedere al santo. Verrà chiamato Andrea Calogero Camilleri. San Calogero lo ha salvato alla nascita, ma lo ha salvato anche quando il 21 settembre del 1986, a Porto Empedocle, si consuma la strage". Davanti al bar Albanese di via Roma, i killer uccisero sei persone: fra i quali un innocente. Fu il regolamento di conti tra i clan Grassonelli e Messina.

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Camilleri, già scrittore e sceneggiatore di successo, conosce poco le nuove leve della criminalità. E' al bar e viene invitato al tavolo di Gigi Grassonelli.

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"Camilleri ha il tempo di dire: 'Un attimo, vado a prendere il whisky che ho già ordinato e vengo a salutarvi' e, in quel frangente, c'è il miracolo di San Calogero perché arrivano due cabriolet piene di killer - ricorda ancora il giornalista Alfonso Bugea - che iniziano a sparare all'impazzata. Muoiono 6 persone. Camilleri viene sfiorato da questi proiettili, scivola nel sangue. Prova anche a reagire, al proprietario di questo bar chiede: 'Dammi la pistola' e vede i killer che hanno agito tutti a volto scoperto. Il miracolo è stato questo: in quel momento fatale è tornato indietro sui suoi passi e quei 30 secondi gli hanno salvato la vita. Lui che si professa un ateo - ha concluso Alfonso Bugea -  ha sempre detto e scritto che 'Nel deserto del suo Paradiso c'è spazio solo per San Calò'". 

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