menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Concessione demaniale, Tar salva stabilimento balneare dalla demolizione

L'amministrazione demaniale aveva comunicato il rigetto della domanda per difformità rispetto al progetto approvato

La domanda di rinnovo della concessione demaniale risalente al 2011, nel settembre dello scorso anno, è stata rigettata dall’amministrazione demaniale per difformità rispetto al progetto approvato. Il Tar Palermo, al quale la titolare della concessione si è rivolto, ha però salvato dalla demolizione lo stabilimento balneare del lungomare Nettuno di Porto Empedocle. 

Nel dicembre 2011, in vista della scadenza della propria concessione demaniale marittima, la titolare aveva presentato istanza per il rinnovo. Il procedimento, dopo un articolato e complesso iter amministrativo, è rimasto pendente per diversi anni. Durante questo complesso iter amministrativo, la concessione demaniale si è prorogata d’ufficio fino al 31 dicembre del 2020. La titolare dello stabilimento, nell'agosto 2020, ha presentato ulteriore richiesta per l’estensione della validità della concessione demaniale marittima fino al 31 dicembre 2033. L'amministrazione demaniale, un mese dopo circa, ha comunicato il rigetto della domanda di concessione per difformità rispetto al progetto approvato. La proprietario dello stabilimento ha fatto, dunque, ricorso. 

L'amministrazione demaniale, senza nemmeno attendere la definizione del ricorso gerarchico, - ha ricostruito stamani l'avvocato Girolamo Rubino - ha intimato la chiusura dello stabilimento balneare e il ripristino dei luoghi. Contro l’ordine di sgombero e il successivo provvedimento di rigetto del ricorso gerarchico, la titolare dello stabilimento balneare - con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airo’, Lorena Tacci - ha promosso impugnativa innanzi al Tar Palermo. 

E il Tar, accogliendo le tesi dei legali, ha accolto la domanda cautelare ritenendo che “a una prima sommaria cognizione, il ricorso appare assistito da adeguato fumus boni juris, in relazione sia all’avvenuta proroga ex lege della concessione demaniale in capo alla ricorrente sia alla probabile violazione dei canoni di gradualità e proporzionalità nell'applicazione del provvedimento sanzionatorio tenuto conto anche del fatto che il provvedimento gravato è stato emesso senza un previo aggiornato sopralluogo in sito”.
Per effetto di questo pronunciamento, la titolare potrà continuare a mantenere il proprio stabilimento balneare e non dovrà demolirlo. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Apre lo "Sportello di ascolto solidale": aiuterà anche le famiglie

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AgrigentoNotizie è in caricamento