Asp, il direttore Mazzara: "Non bisogna abbassare la guardia, la 'Fase 2' è estremamente delicata"

Durante una videoconferenza stampa si è parlato dei provvedimenti adottati dall'azienda: via alle Usca e ok alle stabilizzazioni di oltre 130 lavoratori

Un momento della riunione

"Niente euforia. La fase 2 è forse la più complicata: se non si rispetteranno le regole oggi fissate di distanziamento sociale, uso delle mascherine difficilmente supereremo questa emergenza".

Il direttore generale dell'Asp di Agrigento Alessandro Mazzara, in collegamento in videoconferenza con la stampa è chiaro: non bisogna abbassare la guardia rispetto alla diffusione del virus Sars-Cov2. Mazzara, ad ogni modo, non nasconde un po' di soddisfazione rispetto ai due mesi di lavoro già svolto, che ha consentito, dice, di affrontare e "superare un periodo di grande preoccupazione e incertezza. Oggi i numeri ci confortano e confermano che si è andati tutti, compresa la stampa, nella giusta direzione".

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L'Asp, dice Mazzara, andrà verso un incremento significativo dei posti letto di terapia intensiva, che passeranno da 16 a 39 grazie all'arrivo di un gran numero di respiratori polmonari, mentre restano attivi (ma non utilizzati) i posti Covid-19 dentro gli ospedali.

Anche per l'Azienda si avvia, al momento, una sorta di "Fase 2": "Abbiamo spento l'interruttore il 5 marzo, con il primo caso di Coronavirus - continua Mazzara - e ci siamo dedicati quasi unicamente a questo. Adesso si torna a dare attenzione alla sanità del territorio". In tal senso l'Asp ha annunciato l'attivazione delle cosiddette "Usca" che garantiranno anche attività di assistenza domiciliare pure per la verifica di potenziali casi di Covid.

I tamponi al personale, invece, sono ormai in corso e a breve si dovrebbe partire con i test sierologici anche per forze dell'ordine eccetera. "In tal senso a giorni - dice il direttore Sanitario Gaetano Mancuso -  ci doteremo dei kit necessari". 

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L'Asp a breve darà inoltre il via alle attività di stabilizzazione di tutto il personale privo oggi di contratti a tempo indeterminato.

Sul tema invece del reparto di malattie infettive, sia Mancuso che Mazzara hanno ribadito che era prima, e continua ad essere oggi, uno degli "obiettivi principali da mettere in campo". In tal senso già dalla prossima dotazione organica si prevederanno i ruoli necessari per garantire il funzionamento di un reparto che è divenuto centrale ma che era utile anche in passato, se si pensa che ad Agrigento, solo a gennaio, una giornalista quarantenne, Loredana Guida, è deceduta per una malaria non diagnosticata.

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